Scommesse: in 9 mesi spesi 45,9 milioni in pubblicità

Tra gennaio e settembre 2017 gli operatori hanno speso quasi 46 milioni di euro negli investimenti pubblicitari nei giochi e nelle scommesse. È quanto emerso dai dati elaborati dalla Nielsen: un leggero incremento dell’1,8% rispetto ai 45,1 milioni dei primi 9 mesi del 2016. Scendendo nel dettaglio si può notare come la maggior parte degli investimenti sia stata indirizzata alla TV con il l’85,7% del totale: una raccolta che si aggira intorno ai 39,4 milioni di euro (+3,8%). La radio invece ha segnato la crescita percentuale più elevata con un mirabolante +900% ed un investimento totale che supera i 2 milioni di euro, cifra che fa impallidire i 204 mila euro investiti lo scorso anno.

Un bottone con la scritta BET

Il 2017 è stato l’anno del boom della pubblicità del gioco online.

La carta stampata invece segna un indice negativo, con un calo sensibile della pubblicità sui giornali che si è quasi dimezzato rispetto all’anno passato: dai 2,9 milioni del 2016 agli 1,5 milioni dei primi 9 mesi del 2017. Anche sui periodici gli investimenti pubblicitari nei giochi hanno visto un calo significativo, dai 511 mila euro dello scorso anno ai 358 mila euro dell’anno corrente. Stupisce che il crollo maggiore sia quello di internet: una perdita superiore al 32% degli investimenti passando da 3,1 milioni dei primi 9 mesi del 2016 ai 2,1 milioni di euro del periodo gennaio-settembre di quest’anno.

Oltre il 62% degli investimenti nei primi 9 mesi del 2017 sono stati concentrati sulle scommesse sportive ed altri giochi (ad eccezione di lotterie e gioco online). Nei primi 9 mesi del 2017, infatti, il totale sulla spesa della pubblicità in questo settore è stata pari a 28,8 milioni. Le scommesse sportive hanno occupato il 45% degli investimenti totali sui giochi, perdendo un 9% rispetto al 2016: da 23 milioni a 20,9. I giochi numerici come Lotto e Superenalotto hanno registrato un +5%. Alla TV sono andati, da questo parziale, 24,3 milioni di euro (-1,2 milioni di euro rispetto al 2016) con la spesa nella radio che ha superato tra gennaio e settembre 2017 i 1,9 milioni di euro contro i 134 mila euro del 2016. Crash degli investimenti nei quotidiani che passano da da 2,8 milioni a 1,3 milioni, così come su internet che passa da 1,7 milioni a 851 mila euro.

Sui 12 milioni spesi nei primi 9 mesi di quest’anno, quasi la totalità sono stati indirizzati sulla TV con 11,6 milioni, 200 mila sono stati indirizzati su internet e circa 230 mila su quotidiani e periodici. Nel poker online la spesa ha sfiorato i 2,2 milioni di euro con un +4% rispetto ai primi 9 mesi del 2016. Le lotterie hanno mosso circa 2,3 milioni di euro, segnando un +14% rispetto al 2016: la TV occupa grande spazio anche in questo caso con 1,7 milioni della spesa totale, mentre la quota destinata a internet è di 156 mila euro.

Le aziende che hanno investito di più in pubblicità nei giochi nei primi 9 mesi dell’anno (includendo Scommesse, Lotto, Superenalotto e Totocalcio): Sisal su tutti, seguita dai colossi bet365 e William Hill. Numeri importanti anche per Lottomatica e bwin, mentre nei giochi online svetta Pokerstars seguita da Betsson e da 888.

In alcuni stati come la Spagna, il gioco online non è stato adeguatamente controllato in passato: negli ultimi tre anni il 68% degli annunci pubblicitari di giochi e scommesse in radio e il 27% di quelli passati in TV sono stati trasmessi in fasce orarie ampiamente disponibili ai minori. In Australia la pubblicità relativa al gioco d’azzardo sarà proibita durante gli eventi sportivi diurni dalle 5.00 alle 20.30.

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