Scommesse e politica: il muro contro muro è forse al tramonto

Nell’ultimo anno e mezzo, non si può certo dire che il rapporto tra politica e scommesse sia stato idilliaco. Dichiarazioni istituzionali e nuove leggi come il Decreto Dignità hanno alzato la temperatura dello scontro. Ora, però, le intenzioni di politici di tutte le aree fanno sperare in un ritorno al dialogo tra le due parti.

Il convegno “La roulette delle aliquote”: prove generali di dialogo?

La bandiera italiana

Mani tese tra politica e scommesse? Forse in vista un cambio di approccio tra le due parti.

In tempi recenti, se esponenti del governo o più in generale della politica si occupavano dell’argomento scommesse e giochi lo facevano con un atteggiamento molto conflittuale. Gli stessi provvedimenti intrapresi dagli ultimi governi, in particolar modo il Decreto Dignità, con il suo divieto totale di forme di pubblicità diretta o indiretta per bookmaker e casinò, e il forte aumento della tassazione per gli addetti ai lavori avevano contribuito a generare una situazione, se non di conflitto, quantomeno di forte divergenza tra istituzioni e comparto del gaming.

Il convegno “La roulette delle aliquote”, organizzato a Roma nei giorni scorsi dalla Federazione Magna Carta, ha invece mostrato un auspicabile, e tanto più ben recepito in quanto imprevedibile, cambio di rotta da parte del mondo della politica, che si è approcciata alle problematiche di gioco e scommesse con un atteggiamento meno da muro contro muro e più disposto al dialogo e al confronto.

La buona notizia è che segnali di apertura e comprensione verso i temi caldi posti da bookmaker e casinò sono arrivati da esponenti politici tanto di Destra quanto di Sinistra. Al convegno hanno infatti preso parte deputati e senatori di tutto l’arco parlamentare, dalla Lega a Leu passando per PD, M5S e Italia Viva, il nuovo rassemblement liberal ideato da Matteo Renzi.

Le dichiarazioni di alcuni dei partecipanti

In particolare, sono da registrare con favore, dal punto di vista degli addetti ai lavori, le dichiarazioni di tre uomini politici intervenuti a “La roulette delle aliquote”. Massimo Garavaglia, deputato della Lega ed ex Viceministro dell’Economia, ha dichiarato:

Tassare ulteriormente gioco e scommesse è una fesseria, perché l’utente si sposterà sempre di più sul gioco illegale. Un’alta tassazione è il più alto disincentivo alla lotta al “nero”.Massimo Garavaglia, Deputato, Lega Nord

In sintonia con il deputato leghista, dall’altra parte della barricata, è Stefano Fassina, deputato di LeU e leader del movimento Patria e Costituzione:

La politica ha tartassato il settore giochi e scommesse da troppo tempo. Il governo deve confrontarsi con i suoi protagonisti e cercare un dialogo in modo da poter apportare insieme le modifiche necessarie al settore.Stefano Fassina, Deputato, LeU

Un altro deputato, l’ex PD Luigi Marattin, fedelissimo di Matteo Renzi, che ha seguito nella sua nuova avventura di Italia Viva, propone una soluzione:

Per evitare microtasse come quella su giochi e scommesse è necessario abolire Quota 100, ritardare la riduzione del cuneo fiscale e mettere in campo una vera e seria spending review.Luigi Marattin, Deputato, Italia Viva

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