Scommesse e giochi: le ultime notizie dalla Cina alla Norvegia

Periodicamente, ci concediamo un veloce giro del mondo alla ricerca delle notizie più interessanti e curiose provenienti dal mondo del betting e del gioco online. Stavolta ci dirigeremo in Cina, dove è stata bloccata una maxi-truffa, in Norvegia e poi di nuovo in Asia, nelle Filippine, dove sono stati presi importanti provvedimenti normativi.

Cina, stop alla banda del gioco illegale

Una coppa, la schermata di un sito scommesse su uno smartphone e le bandiere di Cina, Norvegia e Filippine

Le novità legate a gioco e betting in giro per il mondo, dalla Norvegia alla Cina.

La Cina è una nazione talmente grande che non è per nulla semplice, per forze dell’ordine e autorità, regolare le attività legate a gioco e scommesse, e soprattutto prevenire, in difesa degli utenti, truffe e frodi. Fa scalpore, dunque, la super iniziativa messa in campo dalla polizia della regione autonoma della Mongolia Interna, nella parte settentrionale della Cina, negli scorsi giorni, e che ha portato all’arresto di ben quarantuno persone.

Con l’accusa di organizzazione di attività transfrontaliere di gioco d’azzardo online per un volume di affari di circa 120 milioni di yuan (poco più di 17 milioni di dollari), le forze dell’ordine hanno sgominato una banda che aveva sede nelle province di Guangdong, Sichuan, Jiangsu e Fujian, e che aveva organizzato un sistema di giochi e casinò online grazie a una sorta di social network privato. L’operazione ha portato anche al sequestro di 400 computer e al blocco di 75 milioni di yuan.

Norvegia, sì al blocco dei pagamenti

Spostiamoci ora in Scandinavia, e più precisamente in Norvegia. Nella terra dei fiordi bisogna registrare una importante decisione presa dalla Corte Distrettuale di Oslo, in merito a una causa intentata al governo norvegese da parte di Egba e Entercash. Per la Norvegia ci sono buone notizie, perché la Corte ha stabilito che il Ministero della Cultura ha il pieno diritto di stoppare i trasferimenti di denaro in favore dei bookmaker non norvegesi, e che tale misura non va contro alla direttiva europea sui servizi di pagamento.

La Corte ha anche però scorporato la causa in due blocchi differenti, lasciando in sospeso una questione, che verrà discussa prossimamente, in data da destinarsi. Ciò che rimane aperto è un nodo non di poco conto, e che potrebbe guastare la festa della Norvegia: occorre infatti stabilire se il blocco dei pagamenti non vada in contrasto con le norme che regolano lo Spazio Comune Europeo, e in particolare la libera prestazione di servizi.

Filippine, il blocco alle licenze offshore

Dopo la Scandinavia, torniamo adesso in Estremo Oriente, per parlare di una controversa decisione presa dalla Philippine Amusement and Gaming Corporation (PAGCOR), l’autorità per gioco e scommesse delle Filippine, analoga alla nostra Agenzia Dogane e Monopoli. L’ente ha infatti stabilito che, con decorrenza immediata, non verranno più rilasciate licenze POGO (Philippine Offshore Gaming Operator), cioé quelle riservate agli operatori stranieri.

Il motivo di questa decisione è la sicurezza nazionale, ovvero il tentativo di evitare eventuali infiltrazioni di operatori esteri e turbare così il mercato locale. Le Filippine sono il secondo Paese asiatico dopo la Cambogia ad attuare politiche protezionistiche con l’obiettivo di limitare la concessione di licenze a operatori stranieri. Il Presidente di PAGCOR, Andrea Domingo, ha annunciato inoltre che verranno sottoposte a revisione anche le concessioni offshore già assegnate e attualmente valide.

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