Olanda: nessuna falla legislativa sulle combine nella nuova legge

Calma e sangue freddo: questo il senso delle spiegazioni di Sander Dekker, Ministro della Giustizia e Sicurezza olandese, che ha rassicurato il parlamento in merito alle speculazioni secondo cui la nuova legge sul gioco del Paese conterrebbe “falle” in grado di favorire inavvertitamente i tentativi di match fixing.

Una richiesta di chiarimenti resasi necessaria

Un ragazzo con un pallone e uno smartphone e la bandiera dell'Olanda

Il governo olandese rassicura: nessuna falla legislativa sul match fixing.

Spiravano venti di preoccupazione, nei giorni scorsi, in Olanda, dopo che alcuni parlamentari avevano presentato una interrogazione, basata su alcune indiscrezioni rese pubbliche dalla stampa locale, in merito a una possibile falla legislativa contenuta nella nuova legge sul gioco online in procinto di entrare in vigore nel Paese di Marco Van Basten.

Secondo i firmatari dell’interrogazione, nel testo di legge sarebbe presente un punto che favorirebbe inavvertitamente le pratiche di match fixing. Questo, perché sarebbe emerso che i report di eventuali pattern sospetti di scommesse sarebbo stati di esclusiva competenza della FIU, l’Unità di Intelligence Finanziaria olandese, secondo la vigente legge anti riciclaggio.

In questo modo, le informazioni non sarebbero messe in condivisione con altri enti, tra cui le federazioni sportive coinvolte, senza previa autorizzazione dell’equivalente locale del TAR. Ciò potrebbe però incrementare la possibilità di avere casi di combine non risolti, con conseguenti ricadute per la credibilità della legge stessa nonché delle federazioni sportive coinvolte e ovviamente dell’intero settore del betting.

Le rassicurazioni del Ministro

Così, è toccato al Ministro della Giustizia e Sicurezza olandese, Sander Dekker, rispondere pubblicamente all’interrogazione parlamentare. Le sue parole hanno bloccato sul nascere tutte le speculazioni: nel nuovo testo di legge sul gioco non è presente alcuna falla pro-match fixing.

Non è vero, infatti, ciò che dicono stampa e parlamentari: i report di scommesse sospette non andranno segnalati unicamente alla FIU. Il suo governo infatti è ben conscio del rischio sulla possibile interpretazione di questa norma e ha quindi spiegato che l’accesso limitato alla sola FIU è previsto solo in alcuni casi, e che questo inoltre non impedirebbe la comunicazione alle federazioni sportive.

Con l’entrata in vigore della legge, ha spiegato il ministro Dekker, i bookmaker online sono obbligati a comunicare la presenza di flussi di giocata sospetti sia agli organi di controllo che alle federazioni sportive, per la concomitanza dell’effetto della legge sul gioco e di quella anti riciclaggio. Tra le transazioni sospette sono naturalmente inclusi anche i casi di match fixing. Ritengo che il flusso di comunicazione tra le parti in causa non sia affatto peggiorato.

Sander Dekker ha inoltre confermato che già dal 2020 sono in corso consultazioni con le varie federazioni sportive per redarre la migliore legge possibile. Tra le misure messe in atto, proprio la presenza di un sistema di comunicazione report molto veloce, che permette alla FIU di trasmettere quasi in tempo reale i propri dati su flussi di scommessa sospetti ai vari organismi sportivi.

Ogni caso sospetto di combine verrà appositamente contrassegnato, così da poter essere comunicato immediatamente alla relativa federazione. Nei prossimi mesi, il governo promuoverà un sondaggio per gli addetti ai lavori per valutare l’efficacia di questo sistema.

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