Italia, i possibili sviluppi per il betting con un nuovo governo

Dallo scorso 8 agosto, l’Italia vive una complicata fase politica, con le dimissioni rassegnate del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la prospettiva di nuove elezioni, oppure di una nuova maggioranza tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Ma che sviluppi potrebbero avere i nuovi scenari per il settore gioco e scommesse?

La situazione politica attuale

Una veduta dall'alto di Roma

Cosa cambierà, per il settore gioco e scommesse, con un nuovo governo in Italia?

La fine dell’attuale governo, formato da una coalizione Movimento 5 Stelle-Lega, è stata sancita lo scorso 8 agosto, quando il vicepremier, nonché Ministro dell’Interno e numero uno della Lega, Matteo Salvini, ha proclamato la crisi di governo. Come conseguenza, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è dimesso, e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avviato le consultazioni tra le forze politiche presenti in Parlamento, per verificare se esistano le condizioni per una nuova maggioranza parlamentare, oppure se sia necessario tornare al voto il prossimo autunno.

Tante le questioni in ballo a favore e contro i due scenari possibili. Mentre scriviamo queste righe, sono in corso colloqui tra esponenti del M5S e del Partito Democratico, per capire se possa essere formata una nuova coalizione, con un nuovo Presidente del Consiglio (che potrebbe essere nuovamente Conte) e una nuova squadra di ministri. Lega e partiti di centro-destra chiedono nuove elezioni, mentre il Movimento 5 Stelle è diviso.

Le conseguenze della crisi di governo sul settore gioco e scommesse

Tra le moltissime questioni legate agli sviluppi che questa crisi di governo genererà, ce ne sono ovviamente di sostanziali anche per quanto riguarda il settore gioco e scommesse. Uno dei provvedimenti più discussi del governo uscente era stato infatti il controverso Decreto Dignità, approvato nel 2018 e operativo da quest’anno, che sanciva il divieto integrale di qualsiasi forma di pubblicità diretta e indiretta legata a bookmaker e operatori di gaming. Nelle scorse settimane, l’AGCOM, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, aveva diramato delle linee-guida per la corretta interpretazione del Decreto, e questo aveva generato una marea di polemiche, perché l’Authority aveva dichiarato le nuove norme incostituzionali e incompatibili per gli addetti ai lavori.

Il Sottosegretario al Tesoro, Alessio Villarosa (M5S), aveva annunciato una nuova circolare ministeriale che, di fatto, andava contro alle linee-guida di AGCOM, considerate invece troppo generose verso i bookmaker, e sarebbe stata sottoposta alla Presidenza del Consiglio e al Ministro delle Finanze, Giovanni Tria. Il problema è che questa circolare, nonostante sia formalmente calendarizzata e quindi sottoposta anche al prossimo governo, non è, a termini di legge, vincolante perché non rappresenta una norma formale ma semplicemente una funzione amministrativa.

Il parere degli esperti sulla circolare-Villarosa

In merito a questa circolare, che di fatto tornerebbe a restringere pesantemente lo spazio di manovra per i bookmaker operanti in Italia e le loro campagne promozionali, si è espresso Giulio Coraggio, dello studio legale DLA Piper, molto attivo appunto nelle tematiche legate al settore del betting.

La circolare prevede sanzioni molto pesanti, fino alla sospensione delle licenze. Ma non si considera che questa sanzione non è prescritta da nessuna legge primaria né tantomeno da alcun accordo sui termini di licenza. Al momento, comunque, la circolare non è in vigore, e sperabilmente non lo sarà mai.Giulio Coraggio, Head of Technology per il mercato italiano, Studio legale DLA Piper

Insomma, la situazione per quanto riguarda l’ordinamento del mercato italiano è ancora molto fluida e non del tutto stabilizzata. L’unica cosa certa, al momento, è che il governo che ha creato il Decreto Dignità non è più in carica.

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