Gioco online: accordo Malta – Italia contro le infiltrazioni mafiose

Le autorità di gioco maltesi e italiane hanno avviato in questi giorni uno scambio di informazioni di intelligence nell’ambito di una operazione antimafia relativa alle frodi nelle scommesse online. La notizia è giunta dopo l’annuncio da parte delle autorità italiane dell’avvio di un’indagine che ha portato all’arresto di 68 persone e al sequestro di beni per oltre 1 miliardo di euro.

Mafia e gioco d’azzardo: Malta assicura collaborazione

Un tavolo con tre dadi da gioco, delle banconote da 10 dollari e delle manette

Gioco online e mafia: fronte comune delle autorità italiane e maltesi. ©shutterstock.com

L’attività degli inquirenti ha portato alla luce il coinvolgimento di Malta in un grande racket di riciclaggio di denaro da parte della criminalità organizzata. Silvio Schembri, parlamentare maltese e attuale segretario parlamentare per l’economia digitale, ha dichiarato in Parlamento che la Malta Gaming Authority sta per stipulare un accordo con la Guardia di Finanza per lo scambio di informazioni sulle attività di gioco illegale.

L’accordo verrà firmato nei prossimi giorni e vedrà le autorità dei due Paesi lavorare congiuntamente all’analisi di complesse informazioni aziendali nel tentativo di reprimere le infiltrazioni mafiose nel settore. La maggiore collaborazione internazionale tra le forze di polizia non può che essere una valida soluzione per la prevenzione dei fenomeni di malaffare nel mondo delle scommesse.

Le parole di Cafiero De Raho (Procuratore Nazionale Antimafia)

A margine della maxi-operazione sono arrivate le parole del Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho. Questi ha sottolineato come “La mafia sta sempre un passo avanti. E s’infiltra dove c’è il vuoto normativo”, tirando in ballo la politica affinché vigili sulle infiltrazioni criminali nei giochi.

De Raho ha poi aggiunto:

Pensare di contrastare il crimine vietando di giocare non garantisce la libertà, che deve essere il primo diritto da rispettare. Si tratta di formare persone, educare, vigilare ed intervenire non solo con la repressione ma attraverso altri organi. La politica dovrebbe spingere in questa direzione, il proibizionismo non è la soluzione! Federico Cafiero De Raho, Procuratore Nazionale Antimafia

Le parole di De Raho sono state accolte positivamente da AS.TRO (associazione che riunisce gli operatori del gioco lecito), che si dichiara pronta a mettersi a disposizione e “contribuire ad una nuova regolamentazione che ponga il settore all’avanguardia nella lotta alle infiltrazioni criminali e alle patologie derivate dal gioco”.

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