Francia, ok dall’Europa per la riforma legislativa sul gioco

La Commissione Europea ha approvato, nei giorni scorsi, la proposta di riforma della regolamentazione dei settori giochi e scommesse inviata dalla Francia nello scorso mese di giugno. Ora Parigi potrà procedere con la promulgazione di nuove norme per gli operatori, sia per le pubblicità che per le documentazioni richieste.

L’iter della richiesta proveniente dalla Francia

La bandiera della Francia e quella dell'Unione Europea

Novità per il betting in Francia: la Commissione Europea ha dato il via libera alle nuove norme.

La procedura normativa europea è molto complessa e viaggia con tempi lunghi, anche se non pachidermici come si sarebbe portati a credere. L’iter, per quanto riguarda le proposte di modifica delle leggi che regolano l’attività commerciale di aziende private nazionali o estere, prevede che un governo proceda alla richiesta di riforma e che la invii alla Commissione Europea, che dopo un periodo chiamato di stand still in cui essa viene esaminata attentamente, dà il proprio parere vincolante.

La Francia ha presentato lo scorso 13 giugno alla Commissione UE la proposta di riforma della regolamentazione dell’intero settore dell’azzardo, sia nei negozi che online, in vista dell’introduzione di una autorità amministrativa indipendente. Dopo tre mesi di esame da parte degli organismi della commissione, il 16 settembre scorso è arrivato dall’Europa il parere positivo. Ciò significa che, da quel giorno, Parigi può procedere con la promulgazione della legge, che diventerà poi effettiva in seguito all’approvazione del Parlamento.

Le linee di indirizzo della nuova legge

Le proposte di riforma formulate dal governo francese si muovono lungo due direttive. Innanzitutto, c’è la volontà di inquadrare in un nuovo piano normativo le comunicazioni commerciali di bookmaker e operatori e soprattutto le loro politiche di promozione. Si arriverà a strette simili al nostro Decreto Dignità? Difficile a dirsi, ma di sicuro l’intervento avrà in qualche modo un carattere restrittivo, rispetto alla situazione attuale.

Un’altra direttiva coinvolge poi l’insieme degli obblighi imposti ai bookies in materia della produzione di documentazione e certificati di legittimità. Ciò perché, secondo il legislatore, in virtù di una legge risalente ormai al 2010, le regole destinate agli operatori del gaming e delle scommesse sportive online devono perseguire tre obiettivi: il primo è la prevenzione del gioco eccessivo o patologico nonché la protezione dei minori; il secondo è la certificazione dell’integrità, attendibilità e trasparenza delle operazioni di gioco; l’ultimo è infine la prevenzione delle attività fraudolente e criminali, nonché del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, le regolamentazioni tecniche previste dal progetto di riforma potranno limitare e inquadrare l’offerta e il consumo di giochi e scommesse entro una gestione più controllata, operata attraverso appunto una società di controllo autonoma.

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