Euro 2020: drastico calo degli spot tv dei bookmaker nello UK

Euro 2020 è stata una delusione per tifosi e giocatori, in Inghilterra, ma non per gli operatori del settore scommesse online, nonostante i dati raccontino che sono bruscamente calati gli spot dedicati ai bookie durante i campionati europei. La sola ITV, per esempio, ne ha trasmessi quasi il 50% in meno rispetto ai Mondiali 2018.

Un dato in forte calo

Il logo di Euro 2020 e dei ragazzi che scommettono in un pub

Inghilterra, drastico calo degli spot dei bookmaker durante Euro 2020.

Nei giorni scorsi, sono stati resi noti i dati relativi alla messa in onda di spot pubblicitari dedicati ai bookmaker online in Inghilterra, durante il periodo tra l’11 giugno e l’11 luglio. I numeri sono davvero preoccupanti, per il settore gambling.

Tenendo presente i dati del solo network ITV, che ha trasmesso molte delle gare di Euro 2020, gli spot pro-bookie sono calati di quasi il 50%, rispetto ai Mondiali 2018 disputati in Russia. Sono stati mandati in onda infatti 85 spot, su ITV e ITV4, il 47% in meno rispetto alla kermesse mondiale, quando a passare erano stati 161 (il dato è relativo in entrambi i casi alla prima fase, quella a gironi).

Si parla quindi di una media di 3.7 spot per partita, in confronto ai 6.9 del 2018. Il dato è dovuto in gran parte alle nuove norme introdotte dal Betting and Gaming Council nel 2019. Secondo tali regole, gli spot dedicati ai bookmaker non possono andare in onda da cinque minuti prima del fischio d’inizio fino a cinque minuti dopo la fine del match, nella fascia oraria antecedente le 21.00 (per questo motivo, la norma è stata chiamata whistle-to-whistle ban). Tale normativa ha portato a una riduzione del 97% di questo genere di advertising visto da un pubblico formato da minori.

Il commento di Michael Dugher

A margine di questi nuovi dati, c’è stato il commento di Michael Dugher, l’amministratore delegato del Betting and Gaming Council, che ha fortemente spinto per queste norme, simbolo della volontà degli operatori regolari di cooperare per la creazione di un ambiente di gioco sano.

Questi numeri testimoniano il successo delle nuove norme da noi introdotte, e la volontà del mercato regolato di prestare attenzione alla salvaguardia degli utenti, specie quelli minori di età.Michel Dugher, CEO, Betting and Gaming Council

“All’inizio di Euro 2020 – ha proseguito Dugher – sentivamo da tutte le parti le solite voci dei perbenisti che temevano che il pubblico sarebbe stato bombardato dagli spot dei bookmaker e che invocavano un ban completo. Per fortuna il governo non le ha ascoltate e ha tenuto conto degli studi che spiegano come non esista correlazione tra esposizione alle pubblicità e rischio di gioco compulsivo”.

La promozione del gioco pulito e sicuro in contrapposizione con le sirene degli operatori illegali, che oltretutto non pagano tasse né assumono cittadini britannici è un punto focale dello sforzo del BGC ed è stato più volte ribadito da Dugher.

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Il logo di Euro 2020 e dei ragazzi che scommettono in un pub

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