Decreto Dignità, durissimo Schiavolin (SNAI): “Un fallimento”

A distanza di due anni dall’entrata in vigore, non si placano le polemiche degli addetti ai lavori del betting sul controverso Decreto Dignità, con cui il governo mise il bando a qualsiasi forma di pubblicità diretta o indiretta per i bookmaker. Il CEO di Snaitech, Fabio Schiavolin, giudica la legge un fallimento.

Il decreto dignità? Un vero fallimento

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L’a.d. di Snaitech, Fabio Schiavolin, senza appello sul decreto dignità: “Un fallimento”.

A distanza di due anni dalla sua entrata in vigore e di tre dalla sua promulgazione (decisa nell’estate 2018 dall’allora governo Conte I, formato da M5S e Lega), si possono cominciare a tracciare le prime valutazioni sul Decreto Dignità, e in particolare sulla sua parte che più direttamente coinvolge il settore del gaming online.

Se le contrarietà alla legge, che sancisce il bando completo a qualsiasi forma di pubblicità diretta o indiretta da parte di bookmaker online e casinò (comprese quindi le sponsorizzazioni alle società di calcio e sportive in genere e la presenza sui media, nonché a bordocampo, dei brand degli operatori), non è mai venuta meno, anche la valutazione dei suoi effetti va incontro alla sonora bocciatura da parte dei protagonisti del settore.

In particolare, nei giorni scorsi è arrivato il perentorio giudizio di Fabio Schiavolin, amministratore delegato di Snaitech, azienda che controlla uno dei più importanti siti scommesse italiani (SNAI). Il manager ha definito senza giri di parole il Decreto Dignità “un fallimento”.

La valutazione di Fabio Schiavolin

Approfondendo la sua valutazione, il CEO di SNAI è entrato nel merito della applicazione della legge, spiegando che la sua entrata in vigore, contrariamente alle aspettative del governo, ha portato a una crescita del mercato illegale. Schiavolin, che ha assunto la carica di amministratore delegato di Snaitech nel dicembre 2015, ha potuto vivere la transizione post-decreto in prima linea: la sua bocciatura, dunque, ha un peso rilevante non solo per il suo ruolo ma anche per l’esperienza che gli è riconosciuta a 360°.

In particolare, Schiavolin si è scagliato contro l’impostazione a suo dire “proibizionista” della legge attualmente in vigore.

L’introduzione del bando alle sponsorizzazioni per gli operatori del settore in possesso di regolare licenza è stata un fallimento. Il Decreto Dignità è entrato a gamba tesa nel nostro comparto in maniera proibizionista, invece di proporsi come ente regolatore della nicchia di mercato.Fabio Schiavolin, Amministratore Delegato, Snaitech

Nello specifico, Schiavolin sostiene che le guide linea previste dal precedente decreto Balduzzi (dal nome del suo promotore), in merito al codice di auto-disciplina per la pubblicità diretta e indiretta dei bookmaker sono state completamente ignorate.

I dati, ha proseguito l’a.d., dimostrano che non esiste una prova tangibile della correlazione tra i fenomeni di gioco compulsivo e la presenza di pubblicità di siti scommesse e casinò online sui media. Al contrario, il decreto si è rivelato un vero propulsore per il gioco illegale:

Eliminare del tutto la promozione del gioco legale e degli operatori in possesso di licenza ADM ha di fatto incentivato il gioco illegale, penalizzando e complicando nel frattempo la catena di controllo svolta dagli addetti ai lavori e dagli organismi preposti.Fabio Schiavolin, Amministratore Delegato, Snaitech

“L’Istituto Superiore di Sanità – ha concluso Schiavolin – ha dimostrato con i suoi studi che l’80% degli utenti è spinto al gioco da motivazioni che non hanno nulla a che vedere con la pubblicità degli operatori sui media”. La misura del bando alle sponsorizzazioni, dunque, risulterebbe del tutto inefficace per l’obiettivo di limitare i fenomeni di gioco compulsivo, aggiungendo così per gli addetti del comparto il danno alla beffa.

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