Da Candreva a Leo Messi, quando il gol va dritto al cuore

Nei giorni scorsi ha fatto molto scalpore il gesto di Antonio Candreva, che ha deciso di pagare personalmente per un anno i costi della mensa dei bambini a una serie di famiglie di Minerbe, nel Veneto, in difficoltà economiche. Il centrocampista dell’Inter non è l’unico calciatore che si spende per progetti di aiuto alle persone in difficoltà.

Antonio Candreva, un tornante dal cuore grande

Antonio Candreva, centrocampista dell'Inter

Il bellissimo gesto di Antonio Candreva e gli altri calciatori impegnati a fare del bene.

Quando ha letto la notizia sul giornale, non ci ha pensato due volte, come quando con un cross mette la palla in mezzo per una zampata di Icardi, e ha telefonato al Comune di Minerbe, in provincia di Verona, chiedendo di parlare con il sindaco, Andrea Girardi, per dirgli che ci avrebbe pensato lui. Lui è Antonio Candreva, esterno di centrocampo dell’Inter e uomo dal cuore d’oro, e la vicenda è quella di una bimba di quel paesino del Veneto, i cui genitori non potevano più pagare la mensa scolastica. Dopo due solleciti, il Comune aveva disposto che non le venissero più serviti i pasti destinati ai bambini, ma solo tonno in scatola e cracker.

In men che non si dica, Candreva ha deciso che avrebbe pagato lui, per un anno e non solo per i genitori della piccola, ma anche per tutte le famiglie in difficoltà finanziarie, la retta della mensa. Per il centrocampista, romano di Tor de Cenci e padre di una bimba e un bimbo, questa non è la prima buona azione: si era già speso in occasione del terremoto dell’Aquila, e nel 2015 per una campagna di beneficenza dell’Atac, l’azienda dei trasporti romana. L’anno scorso, invece, durante un match Torino – Inter, aveva involontariamente colpito con una pallonata uno steward, al quale era stata in seguito a questo incidente asportata la milza, e aveva seguito personalmente tutto il decorso dell’operazione. In merito alla vicenda di Minerbe, il giocatore non si è voluto esprimere, dicendo soltanto di aver fatto ciò che era giusto fare, e che non avrebbe desiderato tutto questo ritorno mediatico. Ha parlato invece il papà dell’atleta:

Quello di mio figlio Antonio è un gesto di cui vado orgoglioso. È sempre stato una persona sensibile, e lo è ancor di più da quando è padre. Fin da bambino ha sempre avuto a cuore gli altri e quando poteva si è dato da fare per aiutarli. Senza clamore, ha spesso portato conforto ai bambini negli ospedali pediatrici.Marcello Candreva, papà di Antonio, calciatore dell’Inter

Campioni sul campo, campioni di generosità

Quello di Antonio Candreva non è un gesto isolato: sono molti, infatti, i calciatori in carriera e non che si occupano costantemente delle persone meno fortunate. I casi sono davvero numerosi, a partire dal ruolo di ambasciatori dell’Unicef svolto da Francesco Totti e David Beckam per arrivare alla meritoria iniziativa messa in piedi dal centrocampista del Manchester United, Juan Mata: Common Goal è un progetto creato dal forte giocatore spagnolo e che prevede la donazione dell’1% mensile del proprio stipendio in beneficenza da parte di un network di calciatori. Ad esso hanno preso parte anche il difensore dalla Juventus Giorgio Chiellini e la stella della Roma femminile di calcio Martina Piemonte.

Al termine dello scorso Mondiale disputato in Russia, moltissimi calciatori hanno devoluto compensi e bonus incassati durante il torneo a progetti di aiuto alla sussistenza: l’intera nazionale croata, per esempio, e la stella del Paris Saint-Germain, Kylian Mbappé, che ha ceduto i suoi premi a remiers de Cordée, una organizzazione che aiuta disabili e bambini malati con programmi sportivi gratuiti. Molti altri calciatori hanno invece scelto la via della creazione di fondazioni ad hoc, come l’ex capitano dell’Inter Javier Zanetti (la sua Fondazione Pupi è nata nel 2001) o la stella brasiliana Neymar, per non parlare di Leo Messi. Anche l’altro numero uno al mondo, Cristiano Ronaldo, si è dedicato negli anni a numerosissimi progetti benefici, come la creazione di scuole a Gaza o le cure per bambini malati terminali.

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