Commissione Antimafia pronta a vietare le scommesse sulla Lega Pro

Una rivoluzione del mondo del calcio iniziata da tempo e che sta continuando sul cammino della giustizia. È questa la linea di pensiero portata avanti della Commissione Antimafia. La volontà è quella di debellare il fenomeno del match-fixing iniziando a vietare le scommesse sulla Lega Pro e sul calcio dilettantistico, ma non solo. La lunga inchiesta che dura da ormai 6 mesi e che ha come obiettivo sradicare le infiltrazioni mafiose dal sistema, combatterà anche il bagarinaggio.

Il pallone della Lega Pro

La Commissione Antimafia punta a vietare le scommesse sulla Lega Pro. ©Calcioefinanza.it

“I punti deboli del sistema”, come li ha definiti il segretario della Commissione Parlamentare Antimafia Marco Di Lello, vanno combattuti strenuamente per evitare le infiltrazioni mafiose. Sarà introdotto un reato specifico per chi comprerà un biglietto per poi rivenderlo ad un prezzo maggiorato. Un’introduzione di reato autonomo che porterà a sanzioni fino a 300 mila euro.

C’è inoltre la volontà di cambiare il sistema che sta alla base della tessera del tifoso, ampliando i Daspo, impedendo l’ingresso negli stadi ai tifosi individuati come pericolosi. A tal scopo verranno aggiunte delle celle di sicurezza all’interno degli stadi “visto anche il ripristino del reato di arresto in flagranza differita (entro 48 ore) per chi commette i cosiddetti reati da stadio nel decreto Minniti”, aggiunge il segretario della Commissione parlamentare Antimafia ai microfoni di Adnkronos.com.

Saranno incrementati i controlli sui vari passaggi societari per evitare che possano nascondere il riciclaggio di denaro sporco, tagliando ulteriormente i canali a cui attingono le varie associazioni mafiose.

Primo e vero nemico del calcio e delle scommesse sportive sono proprio le associazioni mafiose: il match-fixing sta diventando sempre di più un fenomeno globale e diffuso (vedi il caso Monteiro-Dolgopolov). Accanto alle persone che cercano di condizionare l’esito del match sul campo da gioco, esistono attori che fanno parte o sono in qualche modo legati alle organizzazioni criminali che, alterando l’esito delle partite, traggono un enorme profitto. Ovvio allora che il fenomeno del match-fixing sia favorito dall’esplosione delle scommesse online e dalle nuove opzioni di gioco.

Anche il ministro dello sport Luca Lotti, intervenuto nel corso dell’audizione in Commissione Antimafia, sostiene questa linea di pensiero:

Se ci dovesse essere una proposta sul divieto alle scommesse sportive sui match della Serie C e su altri campionati minori il ministero dello sport sarebbe favorevole. Tuttavia sarebbe necessario un confronto con altri ministeri come Giustizia e Mef, visto che c’è un prelievo fiscale sulle giocate.

Permettendo di puntare sui singoli punti di un match, sul numero esatto di cartellini o ancora sulla handicap aggiuntivi, le combinazioni di selezione sono pressoché illimitate e sempre più difficili da individuare eventuali combine.

Dopo diversi approfondimenti ed audizioni, la commissione Antimafia che a gennaio decise di mettere sotto processo il sistema, sembra ormai ad un punto cruciale. Lo sono anche il calcio e le scommesse.

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