Betting e solidarietà: i fondi ricevuti da GambleAware nel 2019

GambleAware, una delle più importanti organizzazioni per la lotta e prevenzione del gioco compulsivo, ha comunicato i proventi delle donazioni ricevute nei primi mesi del 2019 da parte dei bookmaker. La somma ammonta a 5.4 milioni di sterline, a cui vanno aggiunti i fondi ricevuti tramite sanzioni derivanti dalle leggi sul gioco.

La generosità di bet365, GVC Holdings e William Hill

Mani tese e i loghi di GambleAware, GVC Holdings, bet365 e William Hill

Nei primi mesi del 2019, sono bet365, William Hill e GVC Holdings i bookmaker più generosi.

GambleAware è probabilmente la più conosciuta e prestigiosa organizzazione dedita alla lotta al gioco compulsivo, sia in termini di prevenzione, attraverso campagne informative per il pubblico ma anche l’attività di lobbying presso istituzioni e addetti ai lavori, che in termini di supporto alle persone che, in misura sempre maggiore, scoprono di soffrire di questo disturbo o dei vari tipi di ludopatia. Naturalmente, molta dell’efficacia del suo agire può esserci anche grazie alla generosità delle donazioni che puntualmente l’ente riceve, e che vanno ad aggiungersi alla parte di entrate che GambleAware, così come altre associazioni analoghe, ottiene dallo storno dei ricavi statali sugli introiti dal gioco.

Nei giorni scorsi, GambleAware ha diffuso le cifre della raccolta fondi per i primi mesi del 2019, che hanno portato nelle casse dell’ente 5.4 milioni di sterline. Oltre alle cifre, nei dati diffusi dall’associazione ci sono anche i nomi degli operatori del pianeta betting che sono stati più generosi nelle donazioni. In testa alla fila c’è il gruppo GVC Holdings, che ingloba, tra gli altri, Ladbrokes e Coral (oltre che da noi bwin e Eurobet), che nel periodo considerato ha elargito a GambleAware 1.45 milioni di sterline. Il podio è completato poi da William Hill (1.000.000£) e da bet365, che ha versato 868.000 sterline.

Altri importanti benefattori

Nella lista degli introiti da beneficienza diramata da GambleAware rientrano tutti i bookmaker e le aziende del comparto betting che hanno versato fondi nei primi mesi del 2019, ma anche i proventi derivanti da vincite non reclamate, account di gioco inattivi e altri fondi. Le destinazioni d’uso di questi soldi sono iniziative riguardanti la prevenzione delle ludopatie e il trattamento dei casi di gioco problematico.

Si sono distinti per generosità anche altri operatori, naturalmente: alcuni sono attivi solo o principalmente in Gran Bretagna, come il gruppo The Rank (che comprende Grosvenor Casino e Mecca Bingo), che ha donato circa 285.000 sterline, e Betvictor (in passato sponsor della squadra di calcio del Liverpool), che ha donato 160.000£. Altri invece operano anche in Italia, come Betway (153.000 sterline).

Il metodo scelto da GambleAware

Ma come fa GambleAware a ricevere, per le sue attività, i soldi dai bookmaker? L’associazione britannica ha scelto come propria policy quella di chiedere una donazione annua ai vari operatori, pari allo 0.1% del loro fatturato. Per le aziende che hanno un fatturato inferiore alle 250.000£ viene chiesto un contributo minimo di 250 sterline.

Nei primi mesi del 2019, inoltre, l’ente ha ricevuto circa 1.3 milioni di sterline derivanti da sanzioni ad altri bookmaker. È il caso di LeoVegas, sanzionato per 600.000£ dalla Gambling Commission per pubblicità ingannevole e per illegale gestione degli utenti al termine del periodo di autoesclusione dal gioco. Lo stesso destino è capitato al bookie di Gibilterra, Gamesys, riconosciuto colpevole dalla UK Gambling Commission per aver fallito nelle campagne di prevenzione dal gioco problematico, e soprattutto per non aver rispettato le norme antiriciclaggio. La sanzione di 690.000£ è stata così indirizzata a GambleAware.

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