Slovacchia, Danimarca e Olanda: le novità nel settore del betting

Il mondo del betting è sempre in evoluzione: ogni Paese ha la sua legislazione e le sue prerogative, con cambiamenti nella regolamentazione che determinano scossoni anche di grande rilievo sui vari mercati. Oggi ci occupiamo delle ultime novità per quanto riguarda tre importanti realtà europee, la Slovacchia, l’Olanda e la Danimarca.

La controversa situazione olandese

Una ragazza davanti a un computer portatile e con uno smartphone in mano

Il processo di regolamentazione delle scommesse online in tre importanti realtà europee.

L’agenzia di ricerca indipendente Motivaction International ha monitorato la partecipazione dei cittadini olandesi alle forme di gambling online nel 2018. Ricordiamo che nel paese dei tulipani il gioco e le scommesse in Rete sono ancora illegali. Il report ha mostrato come negli ultimi due anni un numero di abitanti pari a circa 1.800.000 (su una popolazione totale di 17 milioni) ha avuto a che fare almeno una volta con scommesse sportive o giochi di casinò online (e quindi illegali). Rispetto all’ultimo rapporto, risalente al 2016, c’è un incremento di oltre 300.000 unità, pari al 20% del totale precedente. Commissionato dal monopolio statale Holland Casino e basato su un campione di 15.000 persone tra i 18 e gli 80 anni, questa indagine conferma la pressante necessità di una legislazione che regolamenti il settore per il governo de L’Aia. Dal rapporto, risulta inoltre che sono proprio le scommesse sportive, seguite dal bingo, il divertimento online prediletto dal campione che ha risposto al sondaggio. Il prossimo 12 febbraio, finalmente, il Senato olandese potrebbe, dopo anni di iter legislativo, votare una legge che metta in regola il settore.

Slovacchia, il conflitto tra Parlamento e Presidente della Repubblica

Anche nel Paese con capitale Bratislava, la situazione per quanto riguarda il gioco e le scommesse online è particolarmente intricata. Il Presidente della Repubblica, l’indipendente Andrej Kiska, aveva infatti posto il veto alla liberalizzazione del gaming online. Il Parlamento dello stato, però, ha deciso di ignorare il veto e proseguire nell’iter di regolamentazione del settore, iniziato lo scorso 4 dicembre, aprendo all’ingresso nel mercato nazionale degli operatori esteri. Già definite anche le peculiarità delle concessioni: le licenze avranno durata decennale, con 3 milioni di euro come prezzo per la suddetta licenza (sia essa per le scommesse o il casinò), che sale a 5 milioni in caso di richiesta di licenza doppia. La tassazione è stata fissata al 22% del margine. Gli operatori online precedentemente inseriti nella black list del Governo per mancanza di requisiti subiranno un congelamento di 12 mesi della licenza. Il Parlamento intende avviare la richiesta delle licenze già da marzo, prevedendo il rilascio per luglio e l’entrata a regime per il luglio 2020.

Danimarca: proposta di divieto agli spot dei bookies durante gli eventi sportivi

Una proposta che segue quella attualmente vigente nel Regno Unito e si inserisce nel solco del Decreto Dignità appena prorogato dal governo italiano. La Danimarca sta per decidere riguardo al divieto di spot di giochi e scommesse online durante le partite di calcio e gli altri eventi sportivi. Copenhagen ha liberalizzato il gambling online soltanto nel 2012 e sta cercando di impedire dal punto di vista legislativo un’eccessiva presenza dei bookmaker sui media durante la trasmissione di eventi calcistici e sportivi in genere, sulla falsariga del limite “whistle to whistle” (cioé dal fischio di inizio a quello finale) che i bookies inglesi hanno autonomamente deciso di imporsi. Il tutto si inserisce in una serie di misure per il gioco responsabile che il Governo danese ha di recente messo in opera, quali il tetto ai versamenti per le promozioni di gioco, l’aumento delle informazioni sui rischi legati alle ludopatie e il registro di autoesclusione degli utenti.

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