Scommesse sportive, il piatto piange: a giugno -11% di spesa

Che l’effetto-lockdown, dovuto allo scoppio del coronavirus, avrebbe avuto un impatto notevole anche sugli introiti dei bookmaker era preventivabile. I numeri sono veramente pesanti, e raccontano di una spesa complessiva inferiore di 11 punti percentuali, nel confronto tra il giugno 2020 e lo stesso periodo di un anno fa.

Una flessione di quasi 74 milioni di euro

Uno stadio durante una partita di calcio e la scritta "Report giugno 2020"

Il piatto piange, per le scommesse sportive: dopo il lockdown è calo dell’11% nella spesa.

Conti pesantemente in rosso, per il settore delle scommesse sportive, dopo la fine del lockdown e la riapertura delle attività agonistiche. Nonostante il nuovo via ai maggiori campionati calcistici, alla Formula 1 e alla MotoGP, il mese di giugno ha fatto registrare una pesante flessione, rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

La spesa complessiva nel comparto è stata infatti di 73.4 milioni di euro, una quota inferiore del 10.8% rispetto a dodici mesi fa. La spesa nelle agenzie è stata di circa 10.8 milioni di euro, addirittura il 73% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Del resto, i betting shop sono stati chiusi l’8 marzo e riaperti esattamente cento giorni dopo.

Un po’ per necessità, un po’ perché il comparto sta effettivamente continuando a progredire sotto tutti gli aspetti, ma l’online esce invece vincitore da questo terribile periodo. Nonostante quasi tutto lo sport fosse fermo o in fase di ripartenza, le scommesse online hanno fatto registrare una spesa di 62.6 milioni di euro, con un incremento del 48% rispetto al giugno di un anno fa.

Il quadro complessivo resta in deficit, ma la ripartenza del calcio, soprattutto con le coppe europee ad agosto, dovrebbe, secondo gli analisti, contribuire al rilancio dell’intero settore del betting.

L’analisi su scala trimestrale e semestrale

I dati sulla spesa nel settore scommesse non sono particolarmente confortanti nemmeno se li consideriamo su scala trimestrale o semestrale. Confcommercio, nel suo report periodico sull’andamento dei vari comparti economici, ha pubblicato recentemente i dati per il secondo trimestre 2020. La voce “Concorsi e pronostici”, quella che più interessa noi, ha evidenziato un calo dell’85.6% rispetto al secondo trimestre del 2019. Più nello specifico, il calo è stato del 99.1% ad aprile, del 93.2% a maggio e del 68% a giugno.

Considerando invece solamente il comparto scommesse in agenzia e su base semestrale, il dato della prima metà del 2020 parla di una raccolta pari a poco più di 252 milioni di euro, una diminuzione del 41% rispetto al primo semestre di un anno fa (quando era stata di 427.8 milioni di euro). Dall’inizio del 2020, il payout per i giocatori è stato invece del 77.6%, con oltre 870 milioni di euro finiti nelle tasche degli appassionati. Il podio delle città dove si spende di più in agenzia è costituito da Napoli (oltre 34 milioni di euro), Roma e Milano.

Il capitolo sulla tassazione

Nei giorni scorsi è stato comunicato anche il dato complessivo sulle entrate tributarie del 2019 per il settore giochi e scommesse. Si parla di una cifra pari a quasi 480 miliardi di euro. Di questi, circa sette arrivano dalle imposte sui giochi, 10.5 dai generi di monopolio, 357 da lotterie e altri giochi e circa 8 dal Lotto.

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Uno stadio durante una partita di calcio e la scritta

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