Bookie e calcio, FIGC e EFL: ripensiamo i divieti di pubblicità

Che il coronavirus stia impattando drammaticamente, oltre che sulla salute di tutti noi, anche sui settori produttivi, non è più una novità. FIGC e EFL hanno lanciato un grido d’allarme, invitando i governi italiano e inglese a riconsiderare lo stigma sulle sponsorizzazioni dei bookmaker alle società di calcio.

Calcio italiano in crisi: FIGC lancia l’allarme

I loghi di EFL e FIGC e la porta di un campo da calcio

Da EFL e FIGC sollecitazioni a riconsiderare lo stigma sulle sponsorizzazioni dei bookie al mondo del calcio.

L’impatto del covid-19 sulle società di calcio è stato estremamente pesante. Decine di match a porte chiuse hanno da un lato salvaguardato il pagamento dei diritti per le trasmissioni televisive e via internet, ma dall’altro hanno privato i club di Serie A, B e C degli introiti generati dal pubblico presente negli stadi nonché da quelli correlati.

Nei giorni scorsi, la FIGC, massimo organo calcistico del nostro Paese, ha lanciato quello che è a tutti gli effetti un messaggio di SOS: la situazione economica del calcio italiano nelle sue tre serie professionistiche rischia il collasso, e non soltanto per i club più piccoli.

Il “governo” del calcio tricolore ha chiesto all’esecutivo giallorosso guidato da Giuseppe Conte un intervento immediato per salvare la situazione, con importanti misure di sgravio fiscale ma anche di sostegno diretto e indiretto al settore per evitare la bancarotta. La chiusura delle agenzie di scommesse dovuta al nuovo lockdown alle porte priverà inoltre anche le società del prelievo dal betting. Per questo motivo, una delle richieste delle società al governo prevede la deroga alla parte del famigerato Decreto Dignità che impone lo stop a qualsiasi forma di pubblicità diretta e indiretta per bookmaker e casinò online. Tornare ad usufruire degli introiti provenienti dalle betting partnership permetterebbe ai club di incassare e ottenere così una vera e propria boccata d’ossigeno.

Anche in Inghilterra, la situazione non è rosea

Una situazione analoga, se non più grave, sta verificandosi in Inghilterra. Anche nel Paese di David Bowie, l’emergenza covid-19 si fa sentire sui bilanci delle società calcistiche, e anche lì sono allo studio provvedimenti fortemente restrittivi per quanto riguarda le sponsorizzazioni dei bookmaker ai club. Il binomio calcio e bookmaker, però, nel Regno Unito è molto più stretto e importante a livello economico che da noi, e lo stigma sul gioco rischia di avere effetti disastrosi per il mondo del calcio britannico.

La English Football League (EFL), organismo che rappresenta 72 società calcistiche professionistiche inglesi (le tre serie sotto la Premier League), il più grande in Europa, e che organizza anche la Carabao Cup, ha espresso pubblico supporto alle sponsorizzazioni dei bookmaker, in un momento di crisi economica pesantissima per i club.

Secondo l’organismo britannico, un approccio collaborativo, basato sui dati empirici relativi ai rischi di gioco compulsivo indotto dalle pubblicità dei bookie, è decisamente più efficace di un indiscriminato divieto di sponsorizzazione, simile a quello introdotto dal Decreto Dignità in Italia.

A supporto di questa tesi, EFL ha spiegato che la collaborazione di lungo corso con Sky Bet, in cui la lega si fa carico della promozione del gioco responsabile attraverso messaggi sulle divise da gioco delle squadre, mentre il bookmaker riserva il 70% della sua comunicazione pubblicitaria al gioco responsabile, si è provata essere decisamente efficiente. E poi c’è l’aspetto economico.

Ogni anno, i bookmaker versano più di 40 milioni di sterline alla lega e ai suoi club, contribuendo in maniera sostanziale alla sopravvivenza delle società. Questo contributo, in tempi di coronavirus e con moltissime squadre che stanno raggiungendo pericolosamente il baratro della bancarotta, è ancora più importante.

L’appello della EFL è giunto dopo un articolo del Sunday Times, nel quale si paventa che la revisione della legge inglese sul gioco, promulgata nel 2005, potrebbe portare al bando delle sponsorizzazioni dei bookie alle società calcistiche, con effetti catastrofici sul pianeta calcio.

La lega ha così espresso tutte le sue perplessità a questa prospettiva, non lesinando contemporaneamente critiche al governo di Boris Johnson e alla sua “frustrante e incomprensibile inconsistenza” nel gestire l’emergenza-coronavirus, che ha causato alle società di calcio miliardi di mancati introiti a causa della mancata vendita di biglietti per lo stadio. Le società, lamenta la EFL, stanno continuando a onorare le loro scadenze economiche, non ricevendo però in cambio lo stesso supporto governativo garantito ad altri settori produttivi.

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