Europa League 2026/2027: le outsider per la qualificazione
Le italiane Milan e Juventus, una volta tanto, partono come favorite assolute. Così, per pescare una possibile sorpresa, bisogna guardare alla Turchia, alle “piccole” inglesi e a qualche club semisconosciuto: ecco il quadro delle possibili outsider dell’Europa League 2026/2027
Besiktas outsider in Europa League: il fattore Italiano
Non c’è da sorprendersi se i giocatori e le tifoserie di Ferencvaros, Hapoel Beer Sheva, Levski Sofia, AZ Alkmaar, persino Bournemouth, siano stati sorpresi a festeggiare quando dall’urna è uscito l’accoppiamento che vedeva Milan o Juventus destinate a viaggiare verso i loro stadi per un turno della fase campionato di Europa League.
Eh sì, perché nell’edizione 2026/2027 di questa competizione le due squadre italiane sono, di gran lunga, le due squadre dal blasone più aristocratico. È così che, nonostante oggi le due “grandi” italiane abbiano un po’ l’aria delle nobili decadute, per tifoserie di realtà meno abituate alle grandi notti europee, sfidarle resta un’occasione unica, da segnare nei libri di storia del club.
Già questo spiega bene l’andazzo di un’Europa League nella quale quest’anno manca la grandissima favorita inglese destinata a spaccare in due il torneo. Dalla Premier League famelica di trofei continentali sono infatti arrivate squadre con una storia internazionale molto limitata, ex “piccole” oggi diventate poderose grazie ai milioni del campionato britannico.
E allora, per andarsi a cercare le squadre che potrebbero riservare qualche sorpresa inattesa nella competizione bisogna lanciarsi in un vero e proprio esercizio di stile, ragionando con estrema razionalità, senza farsi abbindolare da nomi di prestigio che spesso raccontano più del passato, che del presente, di una squadra.
Di certo c’è che mai come in questa stagione l’Europa League e il suo montepremi da 565 milioni di euro (4 milioni per la partecipazione, 450.000 euro per ogni vittoria, 6 milioni per chi solleva il trofeo, più altri diversi bonus) sono preda di un’incertezza.
Il grande equilibrio è dato proprio dal fatto che ad essere superfavorite sono due squadre italiane regine, nonostante la grande storia europea, di inconsistenza nei loro recenti percorsi di coppa: un ribaltamento rispetto a quanto accade fra le outsider della Champions League 2026/27, dove le grandi restano al comando. Così, l’Europa League 2026/2027 potrebbe diventare la vera e propria competizione per outsider, con tutto ciò che ne consegue in quanto a sorprese, pronostici e ambizioni.
Dal possibile ruolo di outsider bisogna escludere subito, oltre a Milan e Juventus, anche Bayer Leverkusen, Bournemouth, Celta Vigo, Crystal Palace, Olympique Marsiglia, Real Sociedad e Benfica. Per quanto gran parte di queste squadre non siano considerabili delle potenze assolute, in una competizione di livello medio come questa Europa League possono decisamente puntare in alto.
Per il ruolo di principessa delle outsider allora il primo nome sensato è senza dubbio quello del Besiktas. Terza grande di Turchia, il club più antico del paese, la squadra del popolo, con una meravigliosa tifoseria anti-establishment (il motto della curva, Çarşı, è “Çarşı karşı karşı”, cioè a dire Çarşı è contro tutto e tutti), arriva a questa Europa League con l’etichetta di possibile guastafeste.
In panchina c’è Vincenzo Italiano, un allenatore che, per ragioni misteriose, è ancora sottodimensionato in Italia ma che ovunque è andato ha fatto bene, che è partito alla grande in Turchia e il quale, in quanto a competizioni di coppa, ha dimostrato di saperci fare.
Italiano ha in curriculum due finali di Conference League con la Fiorentina, portata anche a tre semifinali consecutive di Coppa Italia, una Coppa Italia vinta con il Bologna, con cui l’anno scorso ha raggiunto i quarti di Europa League, eliminato nettamente dall’Aston Villa, poi vincitore della competizione.
Il Besiktas il posto in Europa League se l’è guadagnato superando due turni preliminari e, nonostante il calendario non sia stato magnanimo, è una squadra che va presa molto con le molle. Le sfide a Olympique Marsiglia e Crystal Palace non sono semplici, ma si giocheranno in casa, nella bolgia infernale del Beşiktaş Park.
Fuori i match con Bayer Leverkusen e Celtic Glasgow promettono scintille, mentre è lecito aspettarsi punti dalle partite contro Union Saint Gilles e Hapoel Beer Sheva in casa, così come dalla sfida in trasferta all’Omonia Nicosia.
La quota qualificazione, insomma, dovrebbe essere ampiamente alla portata e con almeno una vittoria di prestigio (per esempio in Scozia), passare fra le prime otto non sarebbe utopia e lancerebbe la squadra di Vincenzo Italiano verso un percorso molto interessante nella fase a eliminazione diretta.
Sunderland, Rennes e Olympiakos: le altre outsider
Una “piccola” inglese che potrebbe venire fuori come outsider in questa Europa League 2026/2027 è il Sunderland. Arrivato a questa coppa grazie al sorprendente settimo posto della passata stagione in Premier, giocata da neopromossa dopo otto anni di purgatorio fra seconda e terza serie inglese, i Black Cats potrebbero dire la loro, soprattutto se in campionato raggiungeranno presto una posizione tranquilla.
In organico ci sono giocatori importanti, dal capitano Granit Xhaka alla punta Brian Brobbey, mentre in panchina Régis Le Bris ha dimostrato di essere un tecnico di grandissima personalità. Inoltre, il Sunderland ha avuto una mano dal calendario, che sembra in grande discesa, sulla carta.
Ha preso la Torreense (squadra che sta faticando nella seconda serie portoghese e che è in Europa League grazie a un’assurda vittoria in coppa di Portogallo), il Lech Poznan, il Levski Sofia, lo Jagellonia Bialystok, che sono quattro delle squadre più deboli della fase campionato.
Anche per quanto riguarda le partite più “dure”, a parte il Milan, l’urna ha regalato Dinamo Zagabria, Anderlecht, AZ Alkmaar, tutte sfide ampiamente alla portata per la squadra inglese che potrebbe centrare senza difficoltà l’arrivo fra le prime otto.
Occhio anche ai greci dell’Olympiakos, che nelle ultime stagioni hanno mostrato grande presenza in Europa e che in panchina hanno un Mendilibar molto agguerrito, e poi al Rennes, una squadretta fresca, giovane, che darà fastidio a tutti.
Per Daznbet il Besiktas fra le prime otto è quotato a 2.75*, il Sunderland a 1.70, il Rennes a 2.50 mentre è più alta la quota dell’Olympiakos, dato a 7.00. Per la vittoria del trofeo invece il Sunderland è dato a 12.00, il Rennes a 15.00, il Besiktas a 20.00 e l’Olympiakos a 40.00.
Concorda su tutta la linea Marathonbet: Sunderland a 1.70 fra le prime otto, Rennes a 2.50, Besiktas a 2.75, Olympiakos a 7.00. Sunderland vincente dell’Europa League a 12.00, Rennes a 15.00, Besiktas a 20.00 e Olympiakos a 40.00.
Identica la situazione su Betsson, che fra le prime otto vede il Sunderland a 1.70, il Rennes a 2.50, il Besiktas a 2.75 e l’Olympiakos a 7.00, con i greci vincitori della competizione a 40.00, il Besiktas a 20.00, il Rennes a 15.00 e il Sunderland a 12.00.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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