Mondiali basket femminile 2026: favorite e girone Italia
Sono sedici le squadre che si sfideranno nei due palazzetti di Berlino per provare a conquistare la 2026 FIBA Women’s Basketball World Cup. Gli Stati Uniti partono favoriti, ma attenzione alle sorprese. La nostra guida.
Basket femminile, la storia dei Mondiali e il record USA
La prima edizione della coppa del mondo di basket femminile si giocò nel 1953 in Cile. Vi parteciparono dieci squadre e a portare a casa il titolo furono gli Stati Uniti, che sconfissero le padrone di casa cilene per 49 a 36.
Quella fu la prima di undici vittorie iridate su diciannove tornei disputati da Team USA, una squadra che ha spesso dominato in lungo e in largo le competizioni internazionali e che, nel tempo, è stata rallentata soltanto dall’Unione Sovietica, capace di vincere sei titoli (di cui cinque consecutivi), fra il 1959 e il 1983.
Facendo un attimo i conti, vediamo allora che sulle diciannove edizioni di coppa del mondo di basket femminile disputate, diciassette sono state vinte da Stati Uniti ed ex URSS. Le due eccezioni portano il nome del Brasile, che nel 1994 riuscì a imporsi sulla Cina dopo aver battuto le statunitensi in una semifinale epica, e poi dell’Australia, che nel 2006 riuscì a battere in finale la Russia, che aveva fermato nel turno precedente le americane.
Insomma, a guardare lo storico le previsioni a pochi giorni dall’inizio del torneo sembrano andare in una direzione molto chiara, anche perché gli Stati Uniti, oltre ad avere il record di vittorie nella competizione, hanno vinto consecutivamente gli ultimi quattro mondiali e non perdono una partita di coppa del mondo proprio dalla semifinale giocata contro la Russia, in Brasile, il 21 settembre del 2006.
Vent’anni tondi senza perdere sul campo, una statistica impressionante e che fa il paio con lo squadrone che le americane hanno deciso di portare a Berlino. Alle campionesse olimpiche A’ja Wilson, Breanna Stewart, Napheesa Collier, Chelsea Gray, Jackie Young, Kahleah Copper e Kelsey Plum si aggiungeranno infatti le giovani Caitlin Clark, Angel Reese e Paige Bueckers, per una squadra dal talento assolutamente fuori scala.
Se ne accorgeranno presto le ragazze italiane, che sono state incluse proprio nel girone delle statunitensi, che affronteranno il 6 settembre, nel secondo match di un gruppo che comprende anche Cina e Repubblica Ceca.
Il format è accattivante, con le prime classificate dei quattro gironi all’italiana che vanno direttamente ai quarti di finale, le ultime dei gruppi eliminate e le seconde e terze che si giocano l’accesso fra le migliori otto in un turno di qualificazione a eliminazione diretta.
Per le azzurre non sarà facile, con il match contro gli Stati Uniti fuori portata, la partita con la Cina da non sottovalutare (l’Italia l’ha battuta due volte in amichevole, ma ai mondiali cambia tutto) e la sfida d’esordio con la Repubblica Ceca che fungerà già da dentro o fuori.
Sulla carta l’Italia è più forte della nazionale ceca, ma il margine è stretto e la Cechia resta una squadra completamente imprevedibile. Inoltre, la sconfitta agli Europei 2023, anche in quel caso all’esordio, è un precedente che non fa stare tranquilli.
Il passaggio del turno da terze accoppierebbe le cestiste italiane alla seconda del girone C, che potrebbe essere il Belgio. In quel caso l’Italia affronterebbe una squadra decisamente più forte, ma giocherebbe una partita senza niente da perdere, a caccia dell’impresa.
Coach Capobianco ha puntato sul gruppo che ha vinto il bronzo agli Europei 2025, aggiungendo però al roster alcune ragazze giovani che hanno fatto benissimo nell’ultima stagione, come la centro classe 2005 Cristina Osazuwa, che per la stagione 2026/2027 giocherà negli Stati Uniti alle Kansas State Wildcats, o la 2004 Vittoria Blasigh, guardia in forza all’Università della Florida.
Ci sarà, chiaramente, Cecilia Zandalasini, la stella della squadra azzurra. La sua però è un’aggregazione tardiva: salta il raduno e arriverà soltanto il 30 agosto, perché le Golden State Valkyries, la squadra WNBA con cui è impegnata, stanno disputando una stagione importante e la considerano uno dei propri punti di riferimento.
Favorite Mondiali basket femminile: USA, Belgio e Francia in pole
Ci sono due squadre che, in teoria, potrebbero provare a impensierire le americane per la vittoria finale. La prima è il Belgio, che ha in Emma Meesseman un fattore devastante, capace di scompaginare le carte. La cestista classe 1993 ha preso una nazionale che non aveva praticamente mai vinto nulla nella sua storia e nell’ultimo decennio l’ha portata sulla mappa del basket internazionale.
Due europei consecutivi vinti (con due titoli di MVP per Meesseman), le prime due qualificazioni olimpiche nella storia del Belgio di basket femminile (con un quarto posto clamoroso a Parigi 2024) e altre due qualificazioni-esordio ai mondiali, nel 2018 e nel 2022. Nello stesso periodo Meesseman ha vinto sette euroleghe, record di sempre per una cestista, un titolo WNBA e un numero infinito di premi MVP.
Insomma, il Belgio, sulle spalle della Meesseman, potrebbe provare a impensierire un Team USA, magari sfruttando una giornata no delle superstelle americane Stewart e Wilson. Più o meno lo stesso progetto ce l’ha la Francia, che si affiderà al talento difensivo di Gabby Williams, una delle giocatrici più amate del basket internazionale.
Per Eurobet gli Stati Uniti sono favoriti per la vittoria finale con una quota di 1.25*. A distanza siderale seguono Belgio e Francia, a 10.00, e quindi, a 16.00, l’Australia. Pochi dubbi anche per i bookmaker di Betflag, che danno Team USA vincente a 1.25, Belgio e Francia dietro a 9.00, quindi l’Australia, a 16.00.
Non cambia la situazione spulciando fra le quote proposte dall’operatore StarCasinò, con la squadra statunitense favoritissima a 1.25, Francia e Belgio dietro con una quota di 10.00 e l’Australia, a 16.00, come prima delle outsider.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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