Le “piccole” nazionali che stanno sorprendendo ai Mondiali 2026
Queste prime due settimane di torneo non hanno regalato risultati clamorosi, ma hanno però mostrato, a parte un paio di casi, squadre agguerrite, organizzate, che vendono cara la pelle. Ecco quali “piccole” nazionali potrebbero qualificarsi.
Capo Verde e Curaçao: outsider ancora in corsa ai sedicesimi
Alla vigilia della Coppa del Mondo erano tredici le squadre qualificatesi pur essendo classificate oltre il quarantottesimo posto nel ranking FIFA: Uzbekistan, Qatar, Arabia Saudita, Sudafrica, Giordania, Capo Verde, Ghana, Curaçao, Nuova Zelanda, Haiti, Bosnia, Repubblica Democratica del Congo e Iraq.
Un numero importante per una competizione a 48 squadre, nella quale quasi un terzo delle partecipanti avrebbe dovuto, sulla carta, arrivare in Messico, Canada e Stati Uniti con il ruolo di vittima sacrificale, vista la distanza siderale, almeno teorica, di potenzialità.
Se c’è una cosa, però, che queste prime due giornate di Coppa del Mondo 2026 hanno chiarito, e che anche gli scettici pre-mondiali (come chi scrive) devono ammettere, è che a parte alcuni casi isolati, stiamo assistendo a un torneo nel quale anche nazionali per nulla o poco blasonate partecipano con grande organizzazione, obbligando le squadre “importanti” a sudarsi i punti sul campo.
Da una parte, quindi, è il Mondiale delle ingiustizie burocratiche, dei visti negati, delle nazionali sottoposte ad assurde procedure di perquisizione. Il mondiale dei biglietti da 2000 dollari a partita. Il mondiale del calcio diventato basket, con i match divisi in quattro quarti e le pause, chiaramente immaginate per vendere spazi pubblicitari alle tv, spacciate per break di idratazione per gli atleti.
Dall’altra, però, è invece il Mondiale delle squadre che dimostrano di poterci stare in questa competizione, a dispetto del ranking, nonostante budget limitatissimi, a prescindere dalla qualità individuale dei calciatori a disposizione, che, con applicazione e atletismo, può essere sostituita dall’organizzazione tattica.
Queste prime due giornate di Coppa del Mondo ci dicono che delle tredici squadre menzionate, undici sono ancora in corsa per la qualificazione ai sedicesimi: soltanto Haiti (che fra le qualificate era quella con il ranking più basso, e che affrontava un girone obiettivamente durissimo con Brasile, Scozia e Marocco) e Giordania sono già fuori.
Fra le squadre che hanno davvero impressionato sin qui c’è sicuramente la mitica nazionale di Capo Verde, che ha raccolto sinora due pareggi con Spagna, fra le favorite per la vittoria finale, e Uruguay, e che ha grandissime chance di passare agli ottavi, potenzialmente addirittura da seconda.
Nell’ultima giornata del gruppo H infatti, il 26 giugno, Capo Verde giocherà contro l’Arabia Saudita, fanalino di coda del torneo, mentre l’Uruguay affronterà la Spagna. Immaginando una vittoria delle Furie Rosse, a Capo Verde potrebbe bastare un solo punto per passare da seconda. Se invece vincesse l’Arabia Saudita, allora il girone si rimescolerebbe completamente.
Descritta prima dei Mondiali più come fenomeno da baraccone, in stile Cool Runnings (citazione per buongustai), più che per le qualità tecniche, anche Curaçao ha ancora chance di qualificazione. Dopo il difficile esordio con la Germania, con 7 gol subiti, la nazionale caraibica ha portato a casa un insperato pareggio contro l’Ecuador che lascia aperte le porte dei sedicesimi.
Il 25 giugno Curaçao si giocherà il tutto per tutto con la Costa d’Avorio, una sfida difficile, ma già il fatto di arrivare alla terza giornata ancora in corsa per passare il girone è un risultato semplicemente pazzesco per una squadra che si immaginava come la Cenerentola del torneo.
Le quote delle “piccole”
L’Uzbekistan di Fabio Cannavaro, fra tutte le nazionali “piccole” di questo Mondiale, è forse quella che ha impressionato di meno. Otto gol subiti e uno segnato in due partite, la squadra di capitan Shomurodov in fondo non ha nemmeno fatto malissimo, ma non è mai sembrata all’altezza della competizione.
Nonostante questo, una vittoria all’ultima giornata contro il Congo (che invece ha bloccato sullo 0 a 0 il Portogallo e perso solo 1 a 0 con la Colombia), potrebbe portare la qualificazione: insomma, una fra Congo e Uzbekistan dovrebbe, potrebbe, andare avanti. E sarebbero altre due “piccole” ai sedicesimi, a scapito di qualche “grande” o “media”.
Una chance enorme se la giocano anche Qatar e Bosnia, che si scontrano, nel gruppo B, il 24 giugno: in pratica chi vince passa fra le migliori terze, mentre un pareggio condannerebbe, quasi certamente, entrambe. Sembra più difficile la situazione del Sudafrica, che ha fatto vedere pochissimo nei primi due match e che potrebbe passare solo con una vittoria contro un’ottima Corea del Sud.
Poche chance anche per la Nuova Zelanda chiamata al miracolo contro il Belgio: vincendo, passa, ma se è vero che la squadra di De Bruyne e Lukaku non ha fatto bene nei primi due turni, il divario tecnico sembra tale da poter permettere ai belgi di strappare vittoria e qualificazione.
Dura anche per l’Iraq, che sfida un Senegal arrivato a questo Mondiale con le stigmate di squadra più forte d’Africa, ma che ha subito due dure sconfitte contro Francia e Norvegia, pur giocando bene (girone infernale). Difficilmente la squadra di Sadio Mané butterà via l’occasione per rimettere in sesto la partecipazione a questa Coppa del Mondo.
Occhio, invece, al Ghana, che in realtà di queste “piccole” è in fondo la più blasonata. Seconda nel girone dopo la vittoria con Panama e l’ottimo pareggio contro un’Inghilterra messa in grande difficoltà (e mancano un rigore solare e un rosso a Bellingham), si giocherà tutto contro la Croazia il 27 giugno: con un pareggio è qualificazione, con una vittoria potrebbe essere addirittura primo posto, mentre con una sconfitta si rischia di andare a casa.
Per SNAI* il passaggio di Capo Verde ai sedicesimi è quotato a 1.50. Quota identica anche per Sisal: 1.50 per Capo Verde qualificata al prossimo turno, mentre per AdmiralBet la quota per Capo Verde è di 1.45.
Fiducia anche per la Bosnia, che SNAI e Sisal quotano qualificata a 1.40, mentre AdmiralBet a 1.45. Più dura, secondo i bookmaker, per Curaçao: SNAI e Sisal vedono i caraibici qualificati con una quota di 16.00, AdmiralBet invece a 15.00.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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