Quanto guadagna un arbitro: stipendi a confronto in Europa
Dai compensi fissi della Serie A fino ai gettoni della Champions League e dei Mondiali, facciamo i conti in tasca ai fischietti del Vecchio Continente e vediamo quanto vengono pagati. Ecco il quadro sugli stipendi degli arbitri in Europa nella stagione 2026/27.
Quanto guadagna un arbitro di Serie A
In Italia la figura dell’arbitro di calcio evoca spesso sentimenti contrastanti, sospesi tra l’atavico sospetto dei tifosi e la professionalità estrema richiesta a chi scende in campo. La Serie A, d’altronde, è uno dei campionati al mondo dei quali si protesta di più, insieme a quelli sudamericani, e allora il ruolo delle cosiddette giacchette nere (che peraltro nere non sono più) diventa davvero delicato. Il peso delle loro decisioni si vede anche nei dati su quali arbitri ammoniscono di più in Serie A.
Per questo capire quanto viene pagato un arbitro è interessante anche per analizzare il rapporto fra l’impegno, lo stress, la responsabilità richiesta a chi dirige una partita di calcio in Serie A e la sua retribuzione. Una cosa possiamo subito dirla: è molto più bassa rispetto a quella dei calciatori che condividono con lui il campo.
Lo stipendio di un arbitro di Serie A è definito da una struttura retributiva redatta dall’Associazione Italiana Arbitri (AIA) e che combina una componente fissa legata ai diritti d’immagine e un gettone di presenza per ogni singola partita diretta. Un sistema pensato, da una parte, per garantire stabilità, ma dall’altra crea una distinzione forte fra gli arbitri basata sull’esperienza.
Il compenso fisso garantito ai direttori di gara della CAN di Serie A e B oscilla sensibilmente in relazione al numero di gare già arbitrate. Un arbitro al suo primo anno di attività nella massima serie percepisce una base fissa di 45.000 euro lordi all’anno, cifra che sale progressivamente con l’aumentare delle gare dirette e degli anni di permanenza nella categoria.
Dal secondo anno in avanti, il fisso va a 60.000 euro fino a 50 gare, a 80.000 euro da 51 a 100 partite, a 90.000 euro oltre i 100 match arbitrati. Per gli internazionali, dunque per gli arbitri inseriti in lista FIFA e UEFA, la quota fissa è invece di 100.000 euro.
A questa base si aggiungono poi i gettoni di presenza, legati ai match arbitrati. Un arbitro di Serie A riceve, per ogni partita arbitrata, un compenso di 4.000 euro. I suoi collaboratori di campo, invece, prendono 1.400 euro se guardialinee, 500 euro se quarto uomo. Il VAR porta a casa 1.700 euro, il suo vice AVAR, 800 euro.
Considerando che, nei vari ruoli, un arbitro di Serie A, nel corso di una stagione, è impegnato, secondo la designazione (da quest’anno, stagione 2026/2027, il designatore è Orsato) una quindicina di volte come direttore di gara, e altre quindici-venti volte come VAR o quarto uomo, alla fine, in relazione agli anni di servizio, lo stipendio annuale gravita intorno ai 150-185.000 euro.
Diverso il sistema in Premier League, ma compensi complessivi che alla fine, per gli arbitri inglesi, sono molto simili a quelli dei colleghi italiani. A gestire la struttura arbitrale in Inghilterra è la PGMOL (Professional Game Match Officials Limited) che ha un modello basato su una stabilità contrattuale molto forte, quindi stipendi fissi molto alti e gettoni di presenza più contenuti.
Un arbitro di Premier League incassa uno stipendio annuale che varia tra gli 80.000 e i 125.000 euro, a seconda dell’esperienza maturata, a cui si aggiungono poi i gettoni per singola presenza in campo: 1.300 euro a partita, decisamente più basso rispetto al compenso per match dei fischietti italiani.
Considerando che, in media, un arbitro inglese dirige tra le 22 e le 26 partite a stagione, un volume più alto rispetto ai colleghi italiani, legato a una designazione più omogenea, con una rotazione minore degli arbitri rispetto al sistema della Serie A, lo stipendio complessivo di un arbitro inglese alla fine gravita intorno ai 150.000 euro a stagione.
Stipendi arbitri in Liga: i più alti d’Europa
A guardare quanto guadagnano gli arbitri in Europa si scopre una cosa molto interessante: la Liga, in Spagna, ha gli arbitri più ricchi del continente. Il primato degli stipendi fissi più alti del mondo nel calcio va proprio ai direttori di gara iberici, che ricevono uno stipendio da 12.500 euro al mese, lordi, quindi 150.000 euro l’anno.
A questo, si aggiungono poi i gettoni da 4.200 euro a partita, soldi che, considerando che un arbitro spagnolo di prima fascia dirige mediamente 18-20 partite a stagione, portano il totale complessivo lordo degli stipendi degli arbitri spagnoli abbondantemente sopra i 230.000 euro all’anno: i fischietti più ricchi d’Europa.
Più simile a quello italiano, sia per compensi che per struttura, il sistema tedesco. La Bundesliga prevede un compenso da 80.000 euro l’anno per gli arbitri elite, quelli cioè che hanno uno status da internazionale, con altre due fasce, a scendere: 60.000 euro per chi ha almeno due anni di servizio in Bundesliga e 40.000 euro per gli esordienti.
A questo, si aggiunge poi un gettone top, da 5.000 euro a gara, che porta gli stipendi a 160.000 euro circa per i top e a 130-140.000 per gli altri, con una ventina di partite l’anno. In Ligue 1 invece gli arbitri ricevono uno stipendio da 6.000 euro al mese e poi un gettone da poco meno di 3.000 euro a partita, per uno stipendio finale intorno ai 130.000 euro l’anno.
Sono stipendi alti insomma, ma che riflettono anche il giro d’affari delle cinque leghe top in Europa. Per capire bene quale sia la distanza fra gli stipendi degli arbitri in Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1 e il resto d’Europa basta andare a vedere quanto vengono pagati gli arbitri in qualche campionato dall’impatto mediatico e finanziario minore.
In Primeira Liga, ad esempio, in Portogallo, gli arbitri hanno un fisso annuale da 25.000 euro e un gettone da 1.500 euro a partita, per uno stipendio complessivo che non supera i 55.000 euro lordi a stagione, in nessun caso. Ancora più bassi i compensi in Olanda, dove, nonostante un costo della vita ben più alto rispetto a quello del Portogallo e dell’Italia, gli stipendi degli arbitri restano contenuti.
Gli arbitri della Eredivisie incassano un fisso annuale simbolico, fra i 100 e i 400 euro al mese a seconda dell’esperienza, utile solo a gestire le spese amministrative, e incassano poi un gettone diviso in tre categorie: 2.200 euro per le partite fra squadre di fascia bassa, 2.900 per i match di media classifica, 3.500 per i big match, tipo Ajax-Psv.
Il risultato è che un arbitro olandese, alla fine della stagione, porta a casa non più di 60.000 euro lordi. Situazione simile in Danimarca: gli arbitri della Superligaen portano a casa 50.000 corone danesi all’anno (circa 33.500 euro), come fisso, a cui si aggiunge un gettone da 8.500 corone (poco più di 1.100 euro), per le partite: il totale fa 60.000 euro l’anno.
Il vero salto di qualità, per tutti gli arbitri, arriva, così come per i club d’altronde, quando si parla di competizioni internazionali. Al grande prestigio, per un arbitro, di essere inserito in lista UEFA e FIFA, si aggiungono infatti le chiamate per arbitrare in Champions, Europa e Conference League, con un rigido sistema basato su categorie di merito, Elite, First, Second e Third, che vale parecchi soldi.
Gli arbitri della categoria Elite sono considerati il top assoluto in Europa, gli unici a cui vengono affidate, per dare un’idea, le partite decisive di Champions League dai gironi fino alla finale. Per ogni singola direzione di gara in Champions League, un arbitro Elite (gli italiani per il 2026/2027 sono Mariani e Massa) percepisce un gettone fisso di 8.500 euro.
Se un arbitro invece appartiene alla categoria First, ma arbitra in Champions, il gettone scende a 6.000 euro. In generale, durante una stagione calcistica europea, un arbitro Elite della UEFA dirige tra le 5 e le 7 partite di Champions League, incluse le fasi calde a eliminazione diretta, per cui può aggiungere oltre 50.000 euro di compensi al suo stipendio nazionale.
Più bassi i compensi in Europa League: 6.000 euro a partita per gli Elite, 4.500 per i First. Si scende ancora in Conference League (dove però raramente gli Elite vengono chiamati ad arbitrare): 4.500 per gli Elite, 3.000 per i First e 2.000 per i Second.
Infine, ci sono gli impegni delle nazionali, il coronamento di una carriera per un arbitro, soprattutto se pensiamo a Europei e Mondiali, due competizioni durante le quali UEFA e FIFA non badano a spese e offrono compensi particolarmente alti per gli arbitri.
Per i Mondiali di calcio, la FIFA prevede un ingaggio fisso di base, solo per la partecipazione, che ammonta a 70.000 dollari (circa 65.000 euro). A questa somma, già molto alta se si considera l’impegno richiesto, molto limitato (usualmente un massimo di 4 partite, in media non oltre 2), si aggiunge un gettone da 2.000 dollari a partita.
La UEFA invece, per gli Europei, non garantisce lo stesso trattamento, privilegiando un sistema legato all’effettivo utilizzo degli arbitri. Il sistema prevede 10.000 euro a partita di gettone, che sono tanti per la media dell’ambito, e la possibilità, arbitrando fino a 4 partite, di portare a casa un buon gruzzolo durante un mese di torneo.
Insomma, il quadro è abbastanza vario, ma tutto sommato omogeneo, sia al suo livello più alto, nei campionati e nelle competizioni top, che via via a scendere, in tornei con giri d’affari più contenuti e dunque stipendi più bassi, come Portogallo, Olanda o Conference. Le cifre sono importanti, a livello di un contratto senior in azienda: quella dell’arbitro è una carriera da non sottovalutare.
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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