Quali sono gli arbitri che ammoniscono di più in Serie A
Fra le statistiche meno considerate nel calcio ci sono quelle che riguardano chi le partite le arbitra. In realtà, dal comportamento arbitrale possono emergere numerose indicazioni importanti. Ecco un’analisi.
Gli arbitri dal cartellino giallo facile
Il girone d’andata della Serie A 2025/2026 è stato uno dei più tormentati degli ultimi anni per quanto concerne le polemiche arbitrali. Fra diversità di interpretazioni per gli stessi episodi, confusione sul ruolo della VAR, scarso stato di forma dei direttori di gara, si è tornati, fra campo e opinioni, alla gazzarra tipica degli anni Novanta, con trasmissioni tv in linea con il mitico Processo di Biscardi.
A margine di questo gigantesco caos diventa allora interessante analizzare l’operato dei fischietti italiani in maniera più peculiare, andando a studiare quali sono gli arbitri che ammoniscono di più in Serie A, i più severi, e a verificare se i numeri di questa stagione siano un caso isolato o una tendenza coerente con il resto della loro carriera.
Innanzitutto, ha senso andare a verificare il numero complessivo di cartellini sventolati in questa prima metà di stagione nei cinque campionati più importanti d’Europa. La Serie A italiana, con 768 cartellini in 20 giornate, è in linea con i numeri di Premier League, che registra 770 cartellini in 19 giornate, e Liga spagnola, in cui sono state comminate 785 ammonizioni in 19 gare.
Più dietro, ma con qualche giornata in meno (17 per la precisione), Bundesliga e Ligue 1. In Germania i cartellini gialli sventolati sono stati sinora 558, in Francia, invece, 576. Il dato ci dice insomma che in questi campionati gli arbitri devono intervenire meno spesso, forse anche in virtù del minore equilibrio fra squadra di testa e squadre di fascia bassa. Premier, Liga e Serie A sono più bilanciati, dunque producono match più equilibrati, combattuti e, di conseguenza, con più cartellini.
Ma qual è l’arbitro più severo della Serie A? I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: si tratta di Marco Guida, fischietto classe 1981 della sezione di Torre Annunziata, che ha arbitrato 9 gare e sventolato il cartellino giallo in ben 41 occasioni. Il dato interessante riguardante Guida è che questi cartellini sono arrivati a fronte di un numero di falli fischiati a partita che si inquadra nella parte media della statistica complessiva, 27.44 contro 26.55 di media del campionato.
Marco Guida nella serie A 2025/2026 ha estratto una media di 4.56 gialli a partita, una percentuale molto alta, che lo colloca al terzo posto nel ranking dei direttori di gara che, avendo arbitrato almeno 7 gare (circa 1/3 di quelle giocate), hanno ammonito di più. Importante specificare che il suo stile risulta molto apprezzato nell’ambiente dell’AIA, come dimostrato da vari riconoscimenti come ad esempio la vittoria del premio Michelotti 2025.
È una tendenza, quella al cartellino giallo facile, che Guida d’altronde ha mostrato in tutta la sua carriera. Stiamo infatti parlando di un arbitro che in 216 match di Serie A ha estratto il giallo per 1.035 volte, vale a dire 4.79 volte a partita. In questa stagione, dunque, nonostante sia l’arbitro che ha ammonito di più è addirittura sotto la sua media personale.
Gestire la partita
È un altro però l’arbitro che, valutando il numero di cartellini gialli comminati a partita, è in questo momento il direttore di gara più inflessibile della Serie A: Davide Massa. Il fischietto di Imperia, 44 anni, è uno dei più esperti del nostro campionato, nel quale dirige dal 2012. Inoltre, è arbitro UEFA già dal 2014.
Massa in questa stagione ha tirato fuori il giallo per 38 volte in 8 partite, una media di 4.75 cartellini a partita, in linea quasi perfetta con la sua media carriera di 4.70 cartellini a match. In tutto Massa, da quando arbitra in Serie A, ha ammonito 1.085 volte in 231 presenze, a fronte di 28.64 falli fischiati a incontro: insomma, non è certo un arbitro che lascia correre.
Interessante la statistica relativa a quello che è forse oggi l’arbitro italiano più apprezzato, Daniele Doveri, 48enne di Volterra. Nella stagione 2025/2026 ha ammonito 40 volte in 10 partite, una media di 4 ammonizioni a partita, in linea con le 4.06 della sua carriera complessiva. I cartellini sono però arrivati, almeno in questa annata, a fronte di un numero di falli basso, sotto-media, vale a dire 24.8 a partita. Tolleranza zero insomma: Doveri può anche far correre, ma non fa sconti a nessuno quando si tratta di tenere in pugno la partita.
Ormai da qualche anno queste statistiche, così come quelle sui calciatori più ammoniti della Serie A, sono oggetto di grande attenzione da parte degli scommettitori, dato che molti bookmaker permettono di puntare sul numero di cartellini estratti a partita. Combinare queste informazioni può essere utile, anche se è bene ricordare che ogni partita può raccontare una storia differente e mai scontata.
Chiudiamo questa carrellata sugli arbitri che ammoniscono di più con una serie di nomi che in questa stagione hanno dimostrato di avere il cartellino davvero molto facile, a prescindere dal numero di presenze. Il figlio d’arte Luca Pairetto, ad esempio, non ha avuto pietà, con 31 gialli in 5 partite, una media, altissima, da 6.20 cartellini a partita, conseguenza di una media di 31.40 falli a partita: un’enormità per un arbitro che spesso è finito al centro delle polemiche.
Più di lui hanno sanzionato solo i meno esperti Tremolada e Dionisi, che hanno comminato una media di 7 gialli a partita, ma con rispettivamente due e un match in campionato, medie che con grande probabilità si abbasseranno man mano che cominceranno a dirigere più match acquisendo maggiore esperienza e autorevolezza in massima serie.
Ultimi, ma non in ordine di importanza, i due arbitri che ammoniscono di meno. Si tratta di Daniele Chiffi, 17 cartellini in 7 partite, una media di 2.43 gialli a partita, la più bassa della Serie A, come d’altronde è molto bassa la media dei falli fischiati, 23.7. Insieme a lui Luca Zufferli, 24 gialli in 9 presenze in questa stagione per una media di 2.67 ogni 90 minuti.
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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