Gioco online, slitta la scadenza del 12 maggio 2026 per i collaudi ADM
La scadenza del 12 maggio 2026 per la certificazione e il collaudo delle piattaforme di gioco online potrebbe non essere rispettata. L’industria sembra aver chiesto ad ADM una proroga strutturata, definibile “6+6”, che sposterebbe il termine finale verso novembre 2026.
Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, fissa al 12 maggio 2026 il termine entro cui i concessionari devono completare non solo la certificazione di conformità delle piattaforme, ma anche il collaudo tecnico funzionale con i sistemi centralizzati ADM. Si tratta di due processi distinti, con tempistiche e responsabilità differenti, che richiedono mesi di test integrati tra infrastruttura del concessionario e sistemi dell’Agenzia.
La complessità del collaudo deriva in parte dall’evoluzione tecnologica rispetto al quadro normativo di riferimento. Le linee guida tecniche adottate da ADM a giugno 2025, con un documento di oltre 130 pagine di specifiche per gli organismi di verifica, hanno alzato ulteriormente la soglia tecnica richiesta per l’accesso al nuovo mercato, rendendo più stringenti i tempi necessari per adeguare i sistemi.
La proposta di proroga avanzata dall’industria prevederebbe uno schema “6+6”: sei mesi aggiuntivi per completare le certificazioni, seguiti da altri sei per il collaudo definitivo e la messa in esercizio. Questo schema sposterebbe il termine operativo a settembre 2026 nella prima ipotesi, con un margine massimo fino al 12 novembre 2026. Ci si attende da ADM, una circolare che andrebbe a formalizzare la richiesta del comparto.
Il vincolo del 12 novembre 2026 non è superabile. Quella data corrisponde a dodici mesi successivi all’avvio del nuovo regime concessorio, fissato al 13 novembre 2025, e rappresenta il limite massimo consentito dal diritto europeo sulle concessioni prima di incorrere in violazioni dei principi di concorrenza. La Legge di Bilancio 2025 ha nel frattempo prorogato a titolo oneroso le concessioni esistenti fino al 31 dicembre 2026, garantendo continuità al gettito erariale durante la transizione.
Tra la proroga minima ipotizzata e il soffitto normativo europeo il margine reale è di appena 56 giorni. Per gli operatori che hanno ottenuto una delle 52 nuove concessioni assegnate da ADM a settembre 2025, il rischio di un blocco operativo alla scadenza si traduce in un impatto diretto sulla raccolta e sull’ammortamento di una licenza da 7 milioni di euro già pagata.
Il tema della scadenza è strettamente connesso alla posizione degli organismi di verifica, chiamati a validare sistemi complessi in un lasso di tempo compresso. Un eventuale slittamento ufficiale da parte di ADM richiederebbe una determinazione formale che ridefinisca il calendario dei collaudi, con effetti diretti sulla data di avvio a regime del nuovo mercato del gioco pubblico a distanza in Italia.
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