UK, un report rivela: in lockdown più puntate dagli scommettitori

Chi era abituato a scommettere, lo ha fatto fino a sei volte di più del solito, ma in generale durante il lockdown si è puntato meno di quanto ci si aspettasse. Sono i risultati di un report preparato dall’Università di Bristol e focalizzato sull’attitudine al gioco degli scommettitori del Regno Unito durante la pandemia.

I risultati dello studio dell’Università di Bristol

La bandiera dello UK, un ragazzo che scommette e il titolo Lockdown e scommesse: il report

Uno studio nello UK rivela le abitudini degli scommettitori durante il lockdown.

Sono stati comunicati nei giorni scorsi gli esiti di uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Bristol (Inghilterra), guidato dal professor Alan Emond, a proposito dei mutamenti delle abitudini degli scommettitori inglesi durante le fasi di lockdown che, ricordiamo, in Inghilterra sono state molto lunghe e decisamente più restrittive che in Italia.

Lo studio è stato condotto su 2.600 adulti, sia maschi che femmine, e ha dato risultati molto interessanti per tutti gli analisti. Innanzitutto, è emerso che, complessivamente, si è puntato molto di meno. Le ragioni? In parte la chiusura dei betting shop e in parte la lunga sospensione di quasi tutti gli eventi sportivi. Ci sono però molti altri numeri su cui ragionare.

Chi si definiva come scommettitore abituale (ovvero “abituato a giocare più di una volta a settimana”), durante il lockdown dovuto al coronavirus ha invece aumentato fino a sei volte la sua quantità di puntate rispetto al periodo precedente. Non solo: la crescita del gioco online tra gli appassionati è stata molto maggiore nella quota maschile che in quella femminile. Gli uomini sono risultati infatti tre volte più inclini a scommettere delle donne.

Si sono avuti picchi di crescita esponenziale soprattutto nelle scommesse online, ma anche nel poker, nel bingo e in generale nei prodotti da casinò, sestuplicati rispetto al periodo precedente, secondo il report, pubblicato nel prestigioso Journal of Gambling Studies.

La crescita dei giocatori occasionali

C’è anche un altro dato numerico scaturito dal report, e questo può generare qualche preoccupazione in più negli analisti. Il numero degli scommettitori occasionali disposti a puntare è più che raddoppiato, durante il periodo delle restrizioni anti corona virus.

In sé, questa potrebbe anche essere una buona notizia, per il settore. Il problema è che molti tra questi scommettitori occasionali sono profili di persone già in difficoltà finanziarie prima dell’arrivo della pandemia. Nonostante la loro posizione difficile, queste persone erano più inclini a giocare rispetto a prima che il covid-19 esplodesse.

Il professor Alan Emond, principale responsabile di questo report dell’Università di Bristol, ha così commentato i risultati dello studio

Il nostro studio ha fornito dati in tempo reale su come il comportamento degli scommettitori è cambiato durante il lockdown. Come per molte altre ripercussioni di questa pandemia, le diseguaglianze si sono accentuate, colpendo in particolare i gruppi sociali più deboli.Alan Emond, professore, Università di Bristol

Sebbene il report indichi anche un aumento delle persone che hanno scelto nuove soluzioni di gioco online durante il lockdown, è arrivato un parere della prestigiosa associazione GambleAware, da decenni dedita allo studio dei fenomeni di gioco compulsivo, che ha invitato a non sovrastimare i dati del report di Bristol, in quanto relativi unicamente al settore online e quindi passibili di una visione distorta del problema del gioco compulsivo nel Regno Unito.

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