Match-fixing nel tennis, tre giocatori squalificati dalla TIU

Il mondo del tennis non ha pace. Nei giorni scorsi tre nuove condanne di squalifica sono state comminate a tennisti dei circuiti minori con l’accusa di match-fixing. I tre giocatori sono accusati di aver scommesso su partite combinate.

Gli ultimi casi di match-fixing nel tennis

Il logo della Tennis Integrity Unit e un tennista in azione

Tennis e match-fixing, ancora guai.

Nuovi casi di match-fixing sono stati giudicati e sanzionati nelle scorse settimane dalla Tennis Integrity Unit (TIU), l’organismo che vigila sulla correttezza dei match di questo sport. Si tratta in tutti e tre i casi di tennisti attivi nei circuiti minori (ITF), senza incontri all’attivo nel circuito ATP. A finire sotto la lente d’ingrandimento è stato il tennista britannico George Kennedy.

Il giocatore classe 1993, con uno score da professionista di 3 incontri vinti e 22 persi, è stato accusato di aver scommesso su partite di tennis dal suo conto di gioco e da quello di una terza persona, in violazione della sezione D.1.a e D.1.b del TACP. La sentenza, emessa il 1. dicembre, lo ha squalificato per 7 mesi e gli ha comminato una multa di 10.000 dollari.

Più gravi le accuse rivolte a Enrique Lopez Perez. Al tennista spagnolo, che ha raggiunto in passato anche il numero 154 del ranking ATP, è stata comminata una squalifica di 8 anni a cui si sommano 25.000 dollari di multa. Il TIU lo ha riconosciuto colpevole di aver truccato tre incontri a cui ha partecipato nel 2017.

Squalifica a vita e 10.000 dollari di sanzione: questo è stato il verdetto ai danni del giocatore ucraino Stanislav Poplavskyy. Il tennista classe 1991, che ha come best ranking il numero 440 ATP in singolare nel luglio 2012, avrebbe alterato il risultato di diversi incontri giocati nel triennio 2015-2018. Hanno aggravato la sua posizione ci sono anche accuse di courtsiding, l’invio in tempo reale di risultati a persone terze da bordo campo, nel corso della stagione 2019.

Il lavoro della Tennis Integrity Unit nel 2020

La Tennis Integrity Unit è l’organizzazione con sede a Londra che vigila sul match-fixing nel tennis da oltre 12 anni. Venne fondata nel 2008 da un’azione congiunta dei principali circuiti del tennis professionistico, ovvero ATP, WTA e ITF, e dai comitati dei quattro tornei del Grande Slam, dopo che un’indagine aveva portato alla luce un giro di partite truccate in tornei di alto livello, tra i quali anche Wimbledon.

L’attività della TIU in questo 2020 funestato dai lockdown e dalla emergenza sanitaria non è stata semplice. La Unit aveva messo in guardia in primavera ne confronti di una ripresa del fenomeno, che a inizio anno aveva invece conosciuto una diminuzione (segnalazioni calate del 27,3% nei primi mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

L’impossibilità di disputare tornei a causa della pandemia avrebbe infatti potuto spingere tennisti dei circuiti minori, per i quali i gettoni di presenza sono fondamentali, a cercare di fare cassa in altri modi. Segnalazioni di combine sono poi infatti giunte anche da tornei di esibizione non ufficiali svolti nel periodo post-lockdown in cui ancora i tornei professionistici non erano iniziati.

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Il logo della Tennis Integrity Unit e un tennista in azione

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