Schiavolin (ad Snaitech): ecco come sarà la “Snai all’inglese”

Lo scorso mese di aprile è stato senza dubbio segnato da grandi movimenti nel mondo del betting in Italia. Su tutti, l’acquisizione di Snaitech da parte del colosso britannico Playtech, leader per quanto riguarda la fornitura di tecnologia nel settore delle scommesse. Un’operazione inevitabilmente destinata a far parlare di sé e che apre nuovi scenari a livello nazionale e non solo.

Snaitech: cosa cambia dopo l’acquisizione

In una recente intervista al “Corriere della Sera” l’ad di Snaitech, Fabio Schiavolin, ha confermato che il closing dell’operazione avverrà entro l’estate. Schiavolin sottolinea come l’integrazione tra Playtech e Snaitech sia un fatto estremamente positivo per le due società, con benefici che risulteranno evidenti sin da subito.

Il nuovo proprietario porta nell’operazione un alto valore sinergico, in termini di ricavi più che di costi. Playtech è un gruppo internazionale che capitalizza 2,5 miliardi di sterline ed è un operatore industriale che sviluppa software e contenuti di giochi. E’ attivo soprattutto nel mercato B2B, noi invece siamo leader in Italia nel campo del gioco legale, online e non, dalle scommesse sportive alle slot machine. Fabio Schiavolin , ad di Snaitech

Una stretta di mano tra uomini d'affari

Snaitech acquisito da Playtech shutterstock.com

L’avvenuto investimento di Playtech nel mercato del betting italiano e la scelta ricaduta su Snaitech inorgogliscono Schiavolin, che sottolinea come questa sia una grande operazione per il gruppo. L’operazione avviata da Playtech, azienda che opera in ben 17 Paesi a livello globale, “è anche un buon risultato per il Paese” secondo lo stesso ad di Snaitech.

L’unione delle diverse esperienze nel settore di Playtech e Snaitech porterà al nuovo gruppo ricavi per circa 1,7 miliardi ed un cash flow operativo di ben 347 milioni. Un sodalizio che sarà leader nel mercato del gaming internazionale, sia nell’online che nel business retail e con tecnologie proprietarie. Tra gli aspetti segnalati dal confermato ad di Snaitech anche il “passaggio da un controllo in mano a fondi di private equity (i precedenti proprietari del 70% della società poi acquisiti da Playtech) ad un azionista industriale estero che consentirà una visione prospettica di lungo termine”.

Nel corso dell’intervista Schiavolin sottolinea anche come il gruppo intenda rilanciare l’ippica in Italia e soprattutto il tracciato di San Siro, “riportando la città di Milano ad amare il suo ippodromo come una volta”.

Il mercato dei giochi in Italia secondo Schiavolin

L’ad di Snaitech ha poi tracciato un bilancio sulla situazione del settore dei giochi nel nostro Paese. Schiavolin spiega che “l’Italia è uno dei primi mercati a livello internazionale, con oltre 100 miliardi di euro di ricavi lordi nel 2017.”

In seguito Schiavolin ha messo in evidenza la lotta al malaffare e all’illegalità nel mondo delle scommesse.

La regolamentazione del settore in Italia è molto forte, tanto da essere considerata un esempio sia nel resto d’Europa che in America Latina. Lo Stato si impegna attivamente a contrastare criminalità, riciclaggio ed evasione fiscale. Tuttavia, continuano a permanere zone grigie che vanno combattute. Credo che una ulteriore stretta proibizionistica, però, potrebbe penalizzare eccessivamente il mercato. Fabio Schiavolin , ad di Snaitech

Un mercato che nel 2018 sembra in crescita, attirando investitori sia italiani che stranieri, come ben dimostra l’elevatissimo numero di domande presentate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per ottenere le nuove concessioni dei giochi online. Gli operatori del settore sono però in attesa di nuove politiche di settore, sia sui nuovi prodotti che sulla protezione dei consumatori.

Una serie di nuove e mirate politiche potrebbe portare ad un ulteriore boom delle scommesse in Italia, così come avvenuto a partire dal 2016, quando vennero messe in atto modifiche del regime fiscale con cui calcolare gli oneri dovuti allo Stato dagli operatori. L’ultimo report dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mostra infatti come nel primo trimestre 2018 il fisco italiano abbia raccolto 76 milioni di euro dal settore delle scommesse. Un dato che si dimostra superiore del 38% allo stesso periodo del 2015.

Una crescita importante, che gli operatori sperano si trasformi in un nuovo boom grazie anche alle nuove misure che il governo sarà in grado di adottare.

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