World Athletics Ultimate Championship: 10 milioni di dollari in tre giorni

Lo hanno soprannominato “Il Mondiale dei Mondiali”, una manifestazione con un montepremi da 10 milioni di euro e diverse polemiche, che vedrà la sua inaugurazione a Budapest. Ecco cosa succede al World Athletics Ultimate Championship 2026.

Come funziona il World Athletics Ultimate Championship

Sebastian Coe, due volte campione olimpico dei 1500 metri, a Mosca 1980 e Los Angeles 1984 e oggi presidente di World Athletics, ha parlato di un “format pensato per mantenere alta l’attenzione sul nostro sport e farlo rimanere interessante”. Una scelta insomma, come sempre più spesso accade nello sport di alto livello, fatta per strizzare l’occhio allo spettacolo e ai ritmi del nostro tempo.

È nata così l’idea del World Athletics Ultimate Championship, un evento biennale studiato nel 2024 e che vedrà la sua prima edizione a Budapest, nel fine settimana fra l’11 e il 13 settembre. Una grande competizione mondiale a inviti, con un numero limitato di partecipanti, gare individuali in pista limitate a 16 iscritti e gare di atletica leggera (salti e lanci) limitate a otto iscritti.

Atleti di corsa ai blocchi di partenza

World Athletics Ultimate Championship, campioni tra polemiche e premi record

Insomma, una manifestazione d’élite molto diversa da Mondiali, Olimpiadi ed Europei, eventi invece nei quali è garantito un accesso alle prime fasi in prospettiva di una rappresentazione geopolitica il più completa possibile. A Budapest, per il World Athletics Ultimate Championship, si sfideranno solo i migliori.

Come vengano scelti questi “migliori” è un altro elemento che vale la pena andare a spiegare. A ricevere in maniera automatica un invito per il World Athletics Ultimate Championship sono infatti: i vincitori delle medaglie d’oro alle Olimpiadi estive di Parigi 2024; i vincitori delle medaglie d’oro ai Campionati del Mondo di Atletica Leggera di Tokyo 2025; i vincitori della gara alla finale della Diamond League del 2026 (4 e 5 settembre a Bruxelles).

Il resto dei partecipanti a ognuna delle gare individuali sarà determinato dalla classifica mondiale di atletica leggera, di cui verrà considerato il periodo che va dal 2 settembre 2025 al 1° settembre 2026. Proprio in virtù di questo sistema, non esistono limiti o vincoli al numero di atleti dello stesso paese che possono partecipare a una gara.

C’è poi la questione staffette, visto che nel programma sono state inserite la 4×400 e la 4×100 miste. A fare da riferimento saranno i campionati del mondo di staffetta che si sono disputati, nel maggio del 2026, a Gaborone, in Botswana, con le prime sei classificate qualificate per Budapest, più due quartetti supplementari, scelti sulla base dei risultati raggiunti tra il 22 agosto 2025 e il 1° settembre 2026.

Infine, ci saranno delle wild card, come quella concessa a Gianmarco Tamberi per il salto in alto o a Jakob Ingebrigtsen nei 1500 metri: non erano qualificati d’ufficio, ma in virtù della grande carriera e dei recenti successi agli Europei sarebbe stato assurdo non vederli in gara.

Insomma, sarà una competizione con un numero di atleti e atlete molto limitato, ma di altissimo livello, impreziosita dal montepremi più ricco nella storia dell’atletica: 10 milioni di dollari. Ad ogni atleta che vincerà la sua gara verrà garantito un premio da 150.000 dollari.

Sono cifre monumentali, se pensiamo che alle Olimpiadi al vincitore (e solo al vincitore) va un premio da “appena” 50.000 dollari e ai Mondiali da 70.000. Alle World Athletics Ultimate Championship 75.000 dollari andranno alle medaglie d’argento e 40.000 ai bronzi, con premi fino all’ottavo posto, che prenderà 10.000 dollari, l’equivalente di una vittoria in Diamond League: un’occasione unica per fare cassa in uno sport di solito molto parco di premi in denaro.

Le polemiche e gli italiani in gara a Budapest

Qualche polemica, com’è inevitabile, c’è stata. Per esempio, il fatto che discipline come 10.000 metri, 3000 siepi, lancio del peso e diverse altre non siano state incluse (precludendo agli specialisti di queste distanze di poter partecipare e vincere i ricchi premi in denaro) ha sollevato molte perplessità, così come la decisione di avere il salto triplo solo per le donne e il lancio del martello solo per gli uomini.

Bisognava però fare delle scelte, anche per ragioni di calendarizzazione delle gare sull’arco dei tre giorni, e alla fine, com’era inevitabile, qualcuno è rimasto scontento. Gli italiani e le italiane in gara non saranno moltissimi, ma comunque un plotone interessante. Budapest è d’altronde solo una delle tappe che riempiono il calendario sportivo del 2026.

D’ufficio avremo la 4×100 mista, in virtù del risultato alle World Relays, e avremmo avuto Mattia Furlani, in quanto campione del mondo di salto in lungo in carica, se solo non si fosse infortunato ai recenti campionati europei di Birmingham.

Per il resto, guardando ai ranking di World Athletics, a Budapest ci sarà sicuramente Larissa Iapichino, terza nel salto in lungo, mentre ha deciso di rinunciare Nadia Battocletti sui 5000 metri: era quinta nel ranking ma ha scelto di chiudere la stagione per concentrarsi sugli Europei di corsa campestre, che si terranno il 13 dicembre in Serbia, dove ha vinto le ultime due edizioni.

Anche Marcell Jacobs sarebbe dentro, ma bisognerà verificare le sue condizioni più vicino all’evento, dopo l’infortunio agli Europei: ci sta provando. Zaynab Dosso nei 100 femminili è dentro, così come Ayomide Folorunsho per i 400 ostacoli. Avremo anche la neocampionessa europea del salto triplo, Dariya Derkach, e forse Francesco Pernici sugli 800 metri: la sua partecipazione resterà in bilico sino all’ultimo momento.

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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