NBA Draft 2026: quote e analisi, chi sarà la prima scelta

Il draft NBA 2026 potrebbe essere, per molti esperti, uno dei migliori di sempre, per talenti in lizza, se non il migliore in assoluto. Ci si aspetta, dunque, moltissimo movimento anche al secondo giro. Ecco i nomi da segnarsi e le quote.

Dybantsa e Peterson, la sfida per la numero 1 al Draft 2026

Il momento tanto atteso è arrivato. Archiviate le Finals tra Spurs e Knicks con vittoria di NY, nella notte fra il 23 e il 24 giugno 2026, a partire dalle 2 del mattino italiane, parte il Draft NBA 2026, uno dei più sospirati degli ultimi vent’anni, con una lunga fila di talenti pronti a sbarcare nel più grande torneo di pallacanestro del pianeta.

Dal Barclays Center di Brooklyn, a New York, assisteremo a due giri, sessanta chiamate in totale, spalmate su due giornate, con molti degli analisti NBA nordamericani convinti che la nidiata di giocatori che sarà protagonista della lottery sia una delle migliori di sempre.

Pallone da basket e logo NBA Draft 2026

DRAFT NBA 2026, l’attesa è per Dybantsa

In tanti, in queste ore, hanno paragonato i ragazzi che saranno scelti al Draft NBA 2026 a due delle annate più clamorose di sempre nelle Lottery della pallacanestro USA: quella del 1984 (Michael Jordan, Hakeem Olajuwon, Charles Barkley, John Stockton, ma anche giocatori dalle carriere solide come Sam Perkins, Kevin Willis, Otis Thorpe, Michael Cage, Jerome Kersey) e quella del 2003 (LeBron James, Carmelo Anthony, Dwyane Wade, Chris Bosh, fra gli altri).

La scelta numero 1 sarà appannaggio dei Wizards, che nel 2026, per la sesta volta nella loro storia, hanno perso sedici partite consecutive, assicurandosi il record peggiore dell’intera lega. A lungo si è dibattuto su quale sarebbe stata la pick di Washington, e a poche ore dalla scelta il nome sembra chiaro: AJ Dybantsa.

19 anni, prodotto della Brigham Young University di Provo (BYU), nello Utah, Dybantsa è un’ala da 2 metri e 06 per 95 chili, che nella sua prima e unica stagione da matricola alla BYU ha viaggiato a una media di 25,5 punti a partita, la migliore del campionato, a cui si aggiungono medie di 7 rimbalzi, 4 assist e 1,1 palle rubate a match.

Inoltre, ha viaggiato con percentuali al tiro del 52% e, nonostante le enormi aspettative, ha attirato l’attenzione di tutte le franchigie NBA. A Washington potrebbe diventare il punto di riferimento per una squadra che non vince più di 50 partite in stagione dal lontano 1979, e che non vede un giocatore entrare in quintetto All-NBA dalla stagione 2006-2007 (in quel caso fu Gilbert Arenas, nella terza squadra).

Dovesse effettivamente arrivare a Washington, Dybantsa verrà catapultato in una situazione nella quale verrà accolto come il salvatore della patria. Una pressione pazzesca, è vero, ma anche l’opportunità di diventare immediatamente una superstar internazionale, giocando peraltro a Est, dunque in un contesto mediatico molto più ossessionato dalla pallacanestro, rispetto all’Ovest degli USA.

Di fatto Dybantsa potrebbe essere per Washington il miglior giocatore dai tempi del mitico Chris Webber e, anche se è un giocatore ancora molto incompleto, ha un talento elettrizzante, dal quale è impossibile non lasciarsi affascinare.

A contendergli la scelta numero 1 sarà Darryn Peterson, che, se tutto andrà come previsto, sarà scelto alla numero 2 dagli Utah Jazz, nonostante nelle ultime settimane girassero voci su come in realtà non fosse contentissimo all’idea di andare a Salt Lake City.

Nonostante questo, gli Utah Jazz hanno bisogno di una guardia di alto livello da affiancare al loro reparto di lunghi già ben fornito, e che comprende Jaren Jackson Jr., Lauri Markkanen e Walker Kessler. Per questo, a meno di sorprese inaspettate, Peterson alla fine andrà a giocare ai Jazz.

Guardia, 19 anni, durante la sua unica stagione all’Università del Kansas, Peterson ha messo in mostra un tiro da tre punti con percentuali da 38,2%, convertendo peraltro il 43% dei suoi tiri da tre in ricezione, e il 41% dei tiri da tre punti derivanti da blocchi o passaggi.

Peterson ha fatto vedere di essere un gran tiratore dalla media e lunga distanza, mostrando sprazzi molto interessanti anche sotto canestro, anche se deve chiaramente migliorare come giocatore in penetrazione.

Proiettando Peterson in NBA, è facile immaginare possa diventare un difensore capace di marcare efficacemente i migliori giocatori perimetrali, visto che ha caratteristiche biomeccaniche simili a quelle di alcune delle migliori guardie tiratrici di tutti i tempi.

Top 10 del Draft NBA 2026: tutti i nomi da seguire

Boozer, Caleb Wilson, Darius Acuff Jr, Brayden Burries sono tutti nomi di giocatori che in altre annate avrebbero lottato per prendersi la chiamata numero 1, e che in questo draft vedremo senza ombra di dubbio nella top 10 del primo giro, considerato di che straordinari atleti stiamo parlando.

Per qualcuno Boozer potrebbe addirittura essere scelto con la 2 da Utah, il che farebbe scivolare Peterson, con la pick numero 3, ai Memphis Grizzlies, mentre Caleb Wilson dovrebbe, a meno di sorprese, andare a Chicago, con la numero 4. Keaton Weagler, guardia fortissima di Illinois, dovrebbe accasarsi ai Clippers, che avranno la sesta scelta e che acquisiranno un giocatore di estrema fisicità.

Alla 6 Brooklyn dovrebbe pescare Mikel Brown Jr, play estremamente versatile, un giocatore che ama il basket e che possiede doti fisiche e mentali per diventare un futuro All-Star. Occhio anche alla scelta numero 7, con Sacramento che, secondo chi scrive, punterà su Darius Acuff Jr, play che ad Arkansas ha fatto vedere grandissime cose.

Alla 8 Atlanta deciderà secondo cosa succederà davanti, ma non sarebbe una sorpresa se alla fine riuscisse ad accaparrarsi Brayden Burries, una guardia molto aggressiva, forte nelle stoppate e con due anni di college in Arizona sulle spalle, quindi già pronto per il livello NBA.

Dallas alla scelta numero 9 oscillerà fra l’atletismo e l’intelligenza della guardia Kingston Flemings e il centro spagnolo Aday Mara, 21enne destinato a diventare un giocatore d’elite, un po’ vecchio stampo ma con grandissime qualità difensive e di passaggio.

Alla numero 10 sembrano esserci pochi dubbi: a meno di sorprese assurde, i Bucks punteranno su Nate Ament, ala di passaporto italiano grazie alla madre (la federazione sogna di convincerlo a vestire l’azzurro) da 2 metri e 08 che deve rinforzarsi dal punto di vista fisico ma che ha già fondamentali di tiro da giocatore d’elite.

Fra i giocatori europei, occhio a Sergio De Larrea, ventenne guardia del Valencia che sarebbe dovuto sbarcare in NBA già lo scorso anno, ma che ha preferito restare in Spagna a perfezionare il suo gioco. Il ragazzo è fortissimo in pick-and-roll, deve migliorare nel tiro dalla distanza ma sembra pronto per il grande salto.

Anche Jack Kayil, guardia tedesca di 20 anni, sembra arrivato il grande momento. Ha guidato l’Alba Berlino alla vittoria del campionato tedesco, ne parlano tutti benissimo e non sarebbe in fondo una sorpresa vederlo scelto già al primo giro.

Per Eurobet* la prima scelta, quotata a 1.22, sarà Dybantsa. Segue Peterson, dato a 4.20, quindi, a 9.00, la scelta ampia di qualunque altro giocatore. Anche per Betsson è Dybantsa il favorito come prima scelta, con una quota di 1.25, segue Peterson a 3.75, quindi tutti gli altri a 5.00. Identiche le quote di AdmiralBet: 1.25 Dybantsa, 3.75 Peterson, 5.00 gli altri.

*Quote soggette a variazioni

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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