Jupiler League 2026/2027 favoriti e nuova formula
Il calcio belga ha trovato una sua dimensione e già da tempo le sue squadre più importanti si fanno valere anche in campo internazionale, sfornando calciatori importanti. Ecco le prospettive per la Jupiler League 2026/2027 appena partita.
Pro League belga ’26-27: Club Brugge e Union Saint-Gilloise davanti
Le prime battute della Pro League belga 2026/2027 sono già state scritte e senza particolari sorprese. L’edizione numero 124 del campionato di calcio in Belgio vede infatti ai nastri di partenza una situazione di grande equilibrio, con due squadre sulla carta superiori alle altre ma tante possibili sorprese da non sottovalutare.
Dopo tre anni di riflessione che avevano portato il numero di squadre partecipanti al torneo a 16 (causa Covid principalmente), il campionato da questa stagione torna a 18 squadre, con Lommel, KSK Beveren e Kortrijk neopromosse.
Con il ritorno all’antico cambia anche la formula, che vede sparire i play-off dopo diciassette stagioni. Si gioca un girone all’italiana con partite di andata e ritorno, per un totale di 34 giornate: vince il titolo chi arriva primo in classifica, club che conquista anche l’accesso diretto alla fase campionato della Champions.
La seconda entrerà in Champions dal terzo turno preliminare, la terza andrà in Europa League e la quarta in Conference. Scendono in seconda serie le ultime due classificate. Una vera e propria rivoluzione insomma per un campionato che per quasi un ventennio è stato caratterizzato da intense fasi finali di playoff e playout.
Il Club Brugge campione in carica e vincitore di sette degli ultimi dieci titoli è riuscito per ora a resistere agli assalti di mercato dei grandi club per Nicolò Tresoldi, il ragazzo italiano, ma con passaporto anche tedesco ( continua anche la querelle convocazione fra nazionali di Italia e Germania) sul quale è fortissimo l’interesse di tutti i top club europei: costa intorno ai 50 milioni.
Il Brugge non è convintissimo di venderlo, anche perché in questa sessione di mercato ha già incassato 40 milioni per Tzolis, andato all’Arsenal, più i 23 dell’Inter per la recompra di Stankovic. Dall’altra parte, ha inserito in squadra elementi importanti come Sommer, in arrivo dall’Inter, e Potts, preso dal West Ham per 10 milioni per sostituire proprio Stankovic.
C’è poi l’investimento sul talentino ex Barça Virgili, ala offensiva di 22 anni arrivata per prendere il posto di Tzolis dopo aver pagato al Maiorca i 12 milioni di clausola di rescissione e reduce da una stagione molto interessante in Segunda Liga. Insomma, questa è una squadra che, se non perderà Tresoldi, si è decisamente rinforzata e che anche in Europa darà fastidio a molti.
L’Union Saint-Gilloise, il piccolo club di quartiere di Bruxelles, è tornato a essere una delle grandi d’Europa nell’ultimo quadriennio dopo 50 anni di serie minori. L’anno scorso ha chiuso il campionato al secondo posto, lottando col Brugge sino alla penultima giornata, ha vinto la Coppa del Belgio e si presenta ai nastri di partenza con la conferma in panchina di David Hubert, classe 1988.
Sul mercato l’USG ha fatto poco, limitandosi a puntellare la rosa con il difensore centrale ceco Ondřej Kričfaluši, arrivato dal Baník Ostrava per 5 milioni, e con l’ala sudafricana Mofokeng, presa per 3 milioni e mezzo dagli Orlando Pirates.
D’altro canto l’unica grande cessione è stata quella del portiere Kjell Scherpen, andato all’Ipswich Town per 10 milioni, e al posto del quale sono stati presi lo svincolato Koffi e Boets da Lens e Dessel Sport, anche se la sensazione è che mister Hubert voglia promuovere da titolare il 23enne Vic Chambaere, da due anni portiere di riserva dell’USG.
L’Union Saint-Gilloise, campione nel 2024-2025, non parte come favorita, ma allo stadio Joseph Marien, davanti a 9.700 tifosi che spingono senza sosta, resta un avversario difficilissimo da affrontare.
Anderlecht in crisi, Genk e Gent le outsider della Pro League
Quando, da appassionati, si pensa alla più grande squadra del Belgio è difficile immaginare un club diverso dall’Anderlecht: record di 34 titoli nazionali, una solida reputazione nel calcio europeo, giocatori iconici, da Enzo Scifo a Vincent Kompany. Un pedigree, insomma, di alto livello.
Eppure problemi finanziari legati a spese di mercato irragionevoli e l’arrivo alla proprietà di Marc Coucke (miliardario, ma che si è dimostrato incapace di gestire il club in maniera pertinente) hanno relegato l’Anderlecht al ruolo di outsider: il club più titolato del Belgio non porta a casa un trofeo dal 2016-2017, quando vinse il campionato.
È così che il mercato è diventato un sistema per cercare di rimettere in sesto i conti del club, più che per rafforzare la rosa. In questa sessione, ad esempio, i bianco-malva hanno venduto De Cat all’Hoffenheim per 19 milioni (diciassette anni, una valutazione destinata a salire come accade ai giovani talenti più richiesti del calciomercato post-Mondiale), il ventunenne difensore centrale di scuola Milan Jan-Carlo Simic all’Al-Ittihad per 15 milioni e la punta ventunenne giapponese Keisuke Goto al Friburgo per 10 milioni.
In cambio, per cifre tutte entro i 4 milioni, sono arrivate una serie di scommesse a prezzi molto contenuti, come il difensore ex Olympiakos Giulian Biancone, la mezzapunta ceca Ambros dal Górnik Zabrze e l’ala destra finlandese Antman dai Rangers di Glasgow.
Peraltro l’Anderlecht per questa stagione ha puntato su un allenatore, Vítor Bruno, che è alla sua prima esperienza fuori dal Portogallo in carriera, e alla sua seconda da capo allenatore, dopo il difficile semestre post-Conceicao al Porto, un’esperienza terminata con un esonero molto doloroso: insomma, tira aria di grande scommessa per l’Anderlecht.
Più accreditate dell’Anderlecht, in qualità di outsider, sembrano il Gent e, forse un passo ancora più avanti, il Genk, che ha ripreso in panchina il danese Thorup dopo la breve esperienza del 2020 e che, sul mercato, dopo la cessione di Karetsas per 30 milioni al Borussia Dortmund, ha puntato sull’ex Pisa Durosinmi, pagato 10 milioni, e sul trequartista danese Erenbjerg, già esperto di Jupiler League.
Per Betsson il Club Brugge è il favorito per la vittoria finale, dato vincente del campionato belga a 2.35*, con l’Union Saint-Gilloise dietro a 3.50 e poi, distanti, il Genk a 12.00, il Gent a 15.00, l’Anderlecht a 17.00. Più “strette” le quote di GoldBet, che vede davanti sempre il Brugge, dato campione a 2.25, poi il Saint-Gilles a 3.25, quindi il Genk a 10.00, il Gent a 15.00 e infine l’Anderlecht a 16.00.
Per Sisal davanti c’è il Club Brugge, a 2.25, poi l’Union Saint-Gilloise a 3.50, quindi a 16.00 il terzetto composto da Gent, Genk e Anderlecht considerate alla pari nel ruolo di possibili outsider. Di certo, questo è un campionato che potrebbe riservare molte sorprese.
*Quote soggette a variazioni
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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