Favoriti AFC Champions League 2026/27: le saudite davanti

Prima edizione di sempre della AFC Champions League Elite con la formula allargata a 32 squadre, che saranno suddivise nei gironi Est e Ovest. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sulle squadre protagoniste della AFC Champions League 2026/2027.

Come funziona il nuovo format dell’AFC Champions League Elite

L’AFC Champions League asiatica 2026/2027 è partita nella sua versione rinnovata, con l’espansione da 24 a 32 squadre e la grande rincorsa verso la finale del prossimo 1 maggio in Arabia Saudita. La maggior competizione per club del calcio asiatico fa sul serio insomma, come d’altronde dimostrano i numeri, importanti, anche dal punto di vista economico.

50 milioni di dollari montepremi, quasi 1 milione per la partecipazione al girone, 10 milioni per chi alza il trofeo. Possono sembrare cifre di poco rilievo rispetto al montepremi della Champions League UEFA, il torneo in cui il PSG parte favorito per il tris, ma sono di grande rilevanza per un movimento, quello del calcio che va dal Mondo Arabo all’Oceania, che cresce, ma che è ancora pieno di limiti.

Logo AFC Champions League

AFC Champions League: nuovo format partito

C’è grande curiosità verso una competizione che, nella sua veste rinnovata, vedrà le 32 squadre divise in due gironi da 16, con ogni club che, sul modello della Champions europea, giocherà otto partite di regular season che serviranno a definire i primi otto posti di ogni gruppo, che comporranno gli ottavi di finale del torneo.

Nel girone ovest la battaglia sarà fra squadre di Emirati Arabi, Arabia Saudita, Qatar e Iran, con l’interessante inserimento di due squadre uzbeke, il Neftchi e il Pakhtakor, che sembrano invece destinate al ruolo di vittime sacrificali. Favoritissime l’Al Ahli, l’Al Hilal e l’Al Nassr: la prima viene da due successi consecutivi, la seconda è allenata da Simone Inzaghi, la terza ha in rosa Cristiano Ronaldo.

Dall’altra parte, nel girone Est, da tradizione dovrebbero essere le squadre giapponesi a dettare legge, con quattro formazioni giapponesi qualificate, fra cui i mitici Kashima Antlers. Occhio anche alle tre sudcoreane, Jeonbuk Hyundai Motors su tutte, mentre sembrano destinate al ruolo di controfigure le squadre qualificate da Cina, Tailandia, Vietnam (il Cong An Hanoi, novità assoluta), Nuova Zelanda e Malesia.

Se guardiamo alla storia complessiva di questa coppa, vediamo come in quarantaquattro edizioni sia stata portata a casa per ventisei volte da club delle regioni asiatiche orientali e per diciotto volte da squadre delle regioni occidentali. Nello specifico, sono le squadre della Corea del Sud ad avere il record di vittorie con dodici titoli, oltre a sette finali perse.

Subito dietro c’è l’Arabia Saudita, con otto successi e dieci finali, e sul terzo gradino del podio il Giappone, con otto successi e sette finali giocate e perse. Il trend si è spostato verso i paesi arabi nella storia recente della competizione, prima dominata da giapponesi, coreani e, nel momento di grandi investimenti del calcio cinese, dal Guangzhou Evergrande all’epoca (2013) allenato da Marcello Lippi e Fabio Cannavaro, un club che ha chiuso i battenti travolto dai debiti.

Le vagonate di petrodollari scaricate da Emirati e Arabia nel calcio hanno prodotto uno scenario nel quale quattro delle ultime cinque edizioni sono andate a club arabi: l’Al Hilal nel 2021, l’Al Ain nel 2024, l’Al Ahli nel 2025 e nel 2026. L’unica eccezione è stata la vittoria dei giapponesi Urawa Red Diamonds nel 2022, che in finale hanno battuto l’Al Hilal.

Chi vincerà la AFC Champions League 2026/27

Sembra difficile non pescare, ancora una volta, da una squadra in arrivo dalla Saudi Pro League. L’Al Nassr di Cristiano Ronaldo, ad esempio, dopo aver finalmente conquistato lo scudetto nella passata stagione, ha come obiettivo principale un trofeo che non ha mai vinto e che, apparentemente, è diventato la nuova ossessione di CR7.

Anche l’Al Hilal di Simone Inzaghi punta in maniera chiara a riportare a casa una coppa che ha già vinto quattro volte, record della competizione, e di cui è stata in altri cinque casi finalista. L’ultimo successo è del 2021, l’ultima finale nel 2022 e molto, se non tutto, nella stagione della squadra di Inzaghi dipenderà dal cammino in Champions, oltre che dai risultati in campionato.

Chiaramente se la giocherà anche il già menzionato Al Ahli, che arriva da due successi consecutivi, così come va tenuto d’occhio l’Al Ittihad di Richard Rios, ex Benfica a lungo cercato dalla Roma di Gasperini e oggi al comando del centrocampo della squadra saudita.

Dall’altra parte, non è facilissimo trovare un’antagonista di livello. Guardando all’ultimo quinquennio, fra le squadre arabe c’è stata grande consistenza, con una rotazione di club limitata e le stesse squadre che hanno continuato a qualificarsi, mentre fra Giappone e Corea del Sud il turnover è enorme.

A parte i Kashima Antlers giapponesi, già citati e che hanno in squadra, fra gli altri, il brasiliano ex Qatar SC Matheus, può valere la pena tenere in considerazione i sudcoreani dello Jeonbuk Hyundai, che questa coppa l’hanno vinta nel 2011 e che sono riusciti a confermare in rosa il centrocampista Kim Jin-kyu, che era richiesto in Bundesliga.

Mauro Mondello: redattore di sitiscommesse.com
Mauro Mondello

Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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