Atleti più pagati Olimpiadi Milano Cortina: premi, sponsor e guadagni
Calato il sipario sui Giochi Olimpici è il tempo di dedicarsi alle curiosità della manifestazione. Fra queste, è interessante scoprire quali sono gli olimpionici e le olimpioniche più pagate di Milano Cortina 2026.
Premi olimpici: non sono uguali per tutti
Vincere una medaglia olimpica è un il più grande traguardo che uno sportivo, una sportiva, possano raggiungere nella loro carriera. Per molti resta un sogno irraggiungibile e la storia è piena di atleti straordinari che, per ragioni diverse, non sono mai riusciti a conquistare almeno il podio ai Giochi.
Oltre la soddisfazione impareggiabile di ricevere il più alto onore esistente nello e le grandi possibilità sportive che intorno a esso sovente si dischiudono, conquistare una medaglia olimpica piò cambiare la vita anche dal punto di vista economico.
Ci sono infatti almeno due differenti livelli finanziari smossi dal raggiungimento di uno dei primi tre posti in una competizione alle Olimpiadi. Il primo, più “naturale”, è legato ai premi che i vari comitati nazionali corrispondono agli atleti medagliati.
Non c’è una norma assoluta in questo senso, ogni nazione ha parametri diversi e le cifre, da comitato a comitato, variano moltissimo, come vedremo fra poco in dettaglio. C’è poi, in seconda battuta, l’universo, potenzialmente infinito, di possibilità legate allo sfruttamento dell’immagine di sportive e sportivi che hanno vinto una medaglia olimpica.
Sponsorizzazioni, eventi, partnership, crescono in misura direttamente proporzionale all’esposizione mediatica, enorme, di atleti e atlete durante i Giochi e possono aumentare in maniera notevole gli incassi, soprattutto in un’epoca nella quale i social riescono a sfruttare al massimo, nell’immediato, l’iconicità rappresentata dagli sportivi vincenti.
Partendo dall’analisi di quanto i vari comitati, a livello mondiale, corrispondono ai loro atleti vincenti, vediamo che l’Italia è un paese decisamente generoso. Non il più generoso, ma indubbiamente fra i più di manica large nel cosiddetto mondo occidentale.
Per chi vince una medaglia d’oro il CONI prevede un premio di 180.000 euro. Sono invece 90.000 euro per chi conquista un argento e 60.000 euro per chi raggiunge il bronzo. C’è peraltro una novità decisa dal governo Meloni nella Legge di Bilancio 2025.
Per la prima volta nella storia i premi saranno esentasse, mentre fino alle ultime Olimpiadi di Parigi atleti e atlete dovevano versare il 20% di quanto ricevuto in imposte. In pratica, con questa novità, lo Stato non incasserà circa 1 milione e 200 mila euro di tasse.
C’è anche un altro particolare curioso. Il CONI, prima dei Giochi, aveva messo a budget 4 milioni di euro per i premi medaglia. Il grande exploit azzurro, con 30 podi conquistati, ha però sforato le previsioni azzurre di podi , portando il montepremi a 5 milioni e mezzo: lo scarto verrà appianato, quasi certamente, con un provvedimento ad hoc dell’esecutivo.
In Europa solo la Polonia paga di più i propri medagliati, e attraverso un sistema molto particolare e a più livelli. Per gli atleti e le atlete polacche che vincono un oro sono infatti previsti 500.000 zloty (circa 118.000 euro) in contanti, 250.000 zloty (circa 60.000 euro) in criptovalute, un appartamento di due stanze, un automobile Toyota Corolla, e diversi altri premi fra cui una vacanza e gioielli: il valore totale, secondo una stima, si avvicina ai 300.000 euro.
Ancora, restando in Europa, dietro Polonia e Italia troviamo la Bulgaria, con premi da 150.000 dollari per l’oro, 120 per l’argento e 60 per il bronzo, e quindi la Spagna, 95mila euro per l’oro, 48mila per l’argento e 30mila per il bronzo. Ancora, la Francia paga rispettivamente 80, 40 e 20 mila euro per le sue medaglie, la Germania invece 20.000, 15.000 e 10.000.
Un caso a parte riguarda la Norvegia, che con 18 ori, 12 argenti e 11 bronzi, per un totale di 41 medaglie, ha sbancato Milano-Cortina, ma non prevede alcun compenso per i suoi atleti. Il comitato olimpico norvegese prevede soltanto, per gli atleti e le atlete olimpiche un percorso privilegiato attraverso il quale fare domanda per un supporto economico da 16.000 euro l’anno in quanto sportivi di alto livello, una somma che include anche assistenza sanitaria e accesso alle strutture.
Simile l’approccio britannico, anche i medagliati inglesi rimangono a bocca asciutta, ma devono invece limitare la propria felicità alla possibilità di usufruire gratuitamente, in quanto vincitori e vincitrici di medaglia olimpica, dei centri di allenamento. Nemmeno gli Stati Uniti sono di manica larga: 35.000 euro per l’oro, 20.000 euro per l’argento e 12.000 dollari per il bronzo, peraltro in gran parte sovvenzionati da mecenati privati.
In testa al ranking dei paesi che pagano di più i propri atleti vincenti troviamo Singapore, che stacca per l’oro un assegno da 680.000 euro. C’è da dire che in tutta la sua storia Singapore ha vinto appena 13 medaglie, e nessuna alle Olimpiadi invernali: a Milano-Cortina in rappresentanza del secondo paese più densamente popolato al mondo c’era un solo atleta, Faiz Basha, che ha tentato l’impresa in slalom gigante, non riuscendo però nemmeno a tagliare il traguardo.
Eileen Gu la più pagata per le sponsorizzazioni
Dicevamo che le medaglie, per i guadagni di atlete e atleti, sono importanti, certo, ma che in realtà c’è un mondo oltre i premi per le vittorie ed è un mondo estremamente remunerativo, se si è abbastanza abili a sfruttarlo, e a volte non c’è nemmeno bisogno di conquistare il podio.
L’atleta più pagata fra quelle e quelli presenti a Milano-Cortina è senza alcuna ombra di dubbio la cinese Eileen Gu. La sciatrice freestyler, cresciuta a San Francisco ma che ha scelto di gareggiare per la Cina, paese originario della madre, a soli 23 anni ha già vinto 6 medaglie olimpiche, ma il vero botto lo ha fatto quando, nel 2019, a 15 anni, decide di gareggiare sotto la bandiera cinese.
Da lì in avanti infatti, complici i successi e la grande cura per l’immagine di Gu, i contratti di sponsorizzazione si moltiplicano, al punto che circa un anno fa l’atleta cinese ha dovuto ridimensionare le collaborazioni.
Oggi Gu, che ha vinto un oro e un argento a Milano-Cortina 2026, ha accordi di esclusiva mondiale con brand come Porsche, Red Bull e IWC, mentre l’azienda cinese di elettronica TCL l’ha strappata a suon di milioni a Panasonic poco prima dei Giochi invernali del 2026.
I suoi guadagni, come stima Forbes, la rivista statunitense di finanza, raggiungerebbero i 23 milioni di dollari annuali, facendone la quarta sportiva più pagata del pianeta, dopo le tenniste Coco Gauff, Aryna Sabalenka e Iga Swiatek.
Un esempio perfetto di atleta dal fatturato altissimo, nonostante non abbia vinto alcuna medaglia a Milano-Cortina, è quello di Lindsay Vonn. Vonn, che in molti considerano la più grande sciatrice di sempre, protagonista di una sfortunata e drammatica caduta nella discesa libera delle Olimpiadi, guadagna, sempre secondo le stime, circa 8 milioni di euro l’anno grazie a un pacchetto di partnership che include accordi con aziende del calibro di Delta Air Lines, Land Rover e Rolex.
In questo ranking di atleti e atlete più ricchi dei Giochi Olimpici invernali Vonn sta davanti, ma di poco, alla collega USA Mikaela Shriffin, star dello sci alpino il cui fatturato starebbe intorno ai 7 milioni euro l’anno: 1 milione di premi per le vittorie sugli sci (oro a Milano-Cortina nello slalom speciale), 6 milioni derivanti da collaborazione con aziende come, fra le altre, Barilla, Longines, Visa, Adidas.
Statunitense, e ancora donna, anche la quarta atleta di questa lista, la snowboarder Chloe Kim, argento a Milano-Cortina nell’halfpipe e testimonial da 4 milioni di dollari per Nike e Toyota. Quinto e ultimo di questo ranking l’australiano Scotty James, anche lui uno snowboarder, argento a Milano-Cortina e con 3 milioni di partnership registrate secondo le stime.
Una menzione speciale la merita l’olandese Jutta Leerdam, la pattinatrice olandese, già argento a Pechino 2022, che ha dominato i 1000 m femminili nel pattinaggio di velocità e che, grazie ai suoi profili social da oltre 10 milioni, si sarebbe costruita, secondo Forbes, un patrimonio superiore al milione di euro l’anno.
E le italiane? Per adesso, sono decisamente molto distanti da queste cifre fuori scala, ma c’è da credere che tre atlete simbolo degli ultimi giochi come Federica Brignone, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi possano capitalizzare i loro successi olimpici anche sul fronte sponsor e social.
Le analisi sportive di Mauro Mondello sono plasmate da un’esperienza giornalistica di livello internazionale (The Guardian, La Repubblica, L’Ultimo Uomo) e dal prestigio di un passato come Yale World Fellow. Porta questa prospettiva unica nel suo ruolo di voce autorevole di Talkbet&Risposta e offre pezzi di approfondimento che coniugano dati, storie e spessore.

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