Australian Open: Seppi e Fognini agli ottavi riscrivono la storia

Entrano nella settimana decisiva gli Australian Open 2018, primo Slam della stagione in programma a Melbourne dal 15 al 28 gennaio. Sono infatti in via di definizione gli accoppiamenti dei quarti di finale, nei quali purtroppo non ci saranno i due principali tennisti italiani, ovvero Andreas Seppi e Fabio Fognini.

Un campo degli Australian Open 2018

Australian Open: Seppi e Fognini raggiungo gli ottavi. © thesportdigest.com

Un risultato storico per il tennis maschile italiano

Nonostante l’eliminazione avvenuta negli ottavi dei nostri atleti, questo primo Slam del 2018 ha regalato al movimento maschile italiano un risultato storico. Era infatti dal Roland Garros del 1976 che due tennisti italiani non raggiungevano gli ottavi di finale di un major. In quell’occasione furono Adriano Panatta e Corrado Barazzutti ad entrare nei primi 16 del torneo, con il primo che poi conquistò uno storico successo sulla terra francese. E’ in assoluto la prima volta che ciò accade agli Australian Open, un risultato che potrebbe ridare speranza ad un movimento, come quello maschile che da anni appare in crisi senza risultati di rilievo.

Melbourne 2018: il torneo di Andreas Seppi

Entrambi i tennisti hanno disputato un ottimo Australian Open 2018, con l’altoatesino Andreas Seppi che ha eliminato nel primo turno il francese Moutet per poi sbarazzarsi del giapponese Nishioka. Il match che ha però segnato in positivo la sua esperienza sul cemento australiano è la battaglia nel terzo turno con il croato Ivo Karlovic. Il match ha infatti assunto i contorni di una vera e propria maratona, conclusasi al quinto set dopo tre ore e 51 minuti di gioco. Dopo essere andato avanti di due set contro il gigante croato, 39 anni, Seppi ha ceduto due set al tie-break al rivale. Karlovic ha riportato il match in parità grazie ad un servizio impeccabile che gli ha consentito di mettere a segno ben 52 ace in tutto il match. Nell’ultimo e decisivo set i due si sono ritrovati ancora una volta (la quarta su cinque set) sul 6-6, ma nell’ultimo parziale non è previsto tie-break. La sfida si è quindi protratta ad oltranza e sull’8-7 Seppi è riuscito a guadagnarsi due match point. Dopo aver mancato la prima occasione ha chiuso sul 9-7 guadagnandosi l’accesso agli ottavi dopo un match interminabile. Il match si è chiuso con il punteggio di 6-3 7-6 6-7 6-7 9-7 per l’italiano, che ha così raggiunto gli ottavi degli Australian Open per la quarta volta. Il sogno di raggiungere per la prima volta i quarti in uno Slam si è interrotto però nel match degli ottavi contro il britannico Kyle Edmund, uscito vittorioso dal confronto al quarto set con il punteggio di 6-7 7-5 6-2 6-3. Per Seppi resta il rammarico di un’occasione persa, ma la consapevolezza di aver disputato un grande torneo.

Il sogno di Fognini si infrange contro Berdych

A condividere lo stesso destino di Seppi è il ligure Fabio Fognini, anche lui issatosi fino agli ottavi del tabellone maschile. Il 30enne italiano ha dovuto però soccombere al ceco Tomas Berdych in tre set, con il punteggio di 6-1 6-4 6-4. Anche Fognini ha disputato il suo match più intenso nel terzo turno, dove è stato protagonista di una battaglia in cinque set contro il francese Julien Benneteau. L’azzurro è partito male nel primo set, per poi dominare i due parziali successivi, chiusi con un 6-2 e un 6-1. Nel quarto set il ritorno del francese, facilitato da un Fognini non impeccabile al servizio ma tornato alla ribalta nel quinto. Il match sì è così chiuso con il punteggio di (3-6, 6-2, 6-1, 4-6, 6-3) per l’italiano dopo ben tre ore di gioco.

Seppi e Fognini fanno ben sperare per il prosieguo della stagione

Le prestazioni dei due azzurri a Melbourne hanno ridato un segnale di speranza al movimento tennis italiano, con i due nostri migliori atleti capaci di entrare tra i primi 16 dello Slam australiano. L’augurio è che il resto della stagione li veda sempre in un ottimo stato di forma e capaci di regalare match come quelli di cui sono stati protagonisti in questi giorni. Ne ha bisogno l’Italia del tennis, da troppo tempo costretta ad un ruolo di comprimaria sui palcoscenici che contano.

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