Scommesse Regno Unito, la BGC respinge le accuse del Sunday Times

Il Sunday Times lancia gravi accuse tramite un suo reportage sul gioco d’azzardo britannico: i bookmaker avrebbero avuto accesso a un database con gli estremi di 28 milioni di minorenni. Il Betting and Gaming Council respinge fermamente le accuse.

L’indagine del Sunday Times

Una veduta di Londra

Regno Unito, bookmaker nella bufera.

Un’accusa che se fosse vera potrebbe scatenare Oltremanica un vero e proprio terremoto. Nel Regno Unito infatti l’opinione pubblica si è fatta negli ultimi anni sempre più sensibile a tematiche come il gioco d’azzardo problematico e il reportage uscito nella versione online del noto mezzo d’informazione ha avuto, come previsto un’eco importante.

Nell’articolo numerosi operatori del mondo delle scommesse britannico vengono accusati di aver avuto accesso ad un database del Learning Records Service contenente nomi, età e indirizzi di 28 milioni di minorenni delle scuole statali che hanno compiuto 14 anni.

L’accusa che viene portata avanti dal giornale è quella che i dati entrati in possesso dei bookmaker sarebbero stati usati per incoraggiare i giovani a giocare d’azzardo nel Regno Unito. In particolare, sarebbe centrale il ruolo giocato da una società chiamata GB Group, esperta nella gestione delle identità, che avrebbe avuto accesso al database e lo avrebbe poi fornito ai suoi clienti, tra i quali figurano anche operatori di gioco.

Il Betting and Gaming Council condanna l’articolo

La reazione dell’industria scommesse del Regno Unito non si è però fatta attendere e ha unanimemente condannato i contenuti del reportage e rimandato al Sunday Times ogni accusa. Tramite il Betting and Gaming Council (BGC), associazione nata nel luglio del 2019 e che riunisce sotto un’unica sigla oltre 50 operatori britannici del mondo del gioco d’azzardo, ha dichiarato di ritenere completamente false tutte le accuse portate avanti dal giornale della News UK di Rupert Murdoch.

Il BGC ha sottolineato come tra i clienti della GB Group figurino anche agenzie governative e che i bookmaker inglese sono tenuti a verificare scrupolosamente la maggiore età dei loro clienti, proprio per evitare che minorenni giochino utilizzando il loro servizi. Si sono levate però anche singole voci di protesta che hanno fermamente condannato il rapporto del Sunday Times, come quella di Richard Flint, ex CEO di Sky Bet, che ha respinto le accuse vie Twitter, o quella di un portavoce di 32Red, che ha rilasciato un’intervista a EGR rigettando ogni allusione.

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Una veduta di Londra

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