Scommesse: da Istat i dati sulla spesa mensile in Italia nel 2018

Nei giorni scorsi, l’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) ha diffuso i dati relativi ai consumi delle famiglie italiane nel 2018. A noi interessa soprattutto il dato sulla spesa per il settore giochi e scommesse, che evidenzia come, nel budget delle famiglie italiane, questa voce sia ben oltre il 200′ posto, molto più indietro di alcool e tabacchi.

La spesa delle famiglie italiane per scommesse e giochi

Giocatori di calcio simulato e il logo di Istat

L’Istat fotografa la spesa mensile degli italiani per il betting: è crollo totale.

La consueta indagine annuale pubblicata dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) riguardo i consumi delle famiglie italiane ha evidenziato un trend in corso ormai da diverso tempo, per quanto riguarda la voce scommesse e giochi. Negli scorsi 12 mesi, infatti, ogni nucleo familiare ha speso mensilmente, in media, 3.90€ per tentare la sorte. Si tratta di un dato nazionale estremamente modesto, che piazza al 205′ posto tra le spese quella per questo settore. Per fare un confronto, le bevande alcoliche sono al 78′ posto (con una spesa media di 22.90€ mensili) e i tabacchi al 77′, con un valore medio di 23.67€ mensili.

La spesa media mensile per i giochi è comunque in forte calo. Rispetto al 2017, il segno meno indica 8.9% (la spesa mensile era stata infatti di 4.28€), ma se consideriamo il dato del 2014 il trend negativo è ancora più impietoso: allora la spesa era stata di 5.54€, ovvero il 30% in più. Tale dato fa riflettere, anche perché negli ultimi mesi l’attenzione dei governi succedutesi nel Paese è stata rivolta al comparto gaming solamente con provvedimenti di legge estremamente coercitivi come il Decreto Dignità (che ha introdotto il divieto di pubblicità diretta e indiretta) e l’aumento della tassazione per i bookmaker.

Probabilmente, alla luce di questi dati, converrebbe una attenta opera legislativa di rinforzo e valorizzazione del gioco legale, più che una demonizzazione dell’intero settore, che appare più ideologica e rispondente a logiche di propaganda politica che di effettiva lotta al gioco illegale (che non viene poi penalizzato molto, dalle nuove norme).

La ripartizione della spesa a livello geografico

Se andiamo a leggere i dati forniti da Istat a livello geografico, si nota come al sud e nelle isole il crollo rispetto al passato sia stato vertiginoso. Se infatti al nord il dato parla di una spesa mensile per giochi e scommesse di 4.10€ per nucleo familiare (un dato in tutto e per tutto simile a quello del 2017, ma comunque in calo del 22% rispetto al 2014, quando la spesa era stata di 5.25€), già al centro la musica cambia: lì si sono spesi, nel 2018, 3.56€ per famiglia, il 18% in meno rispetto a dodici mesi prima e il 13% in meno rispetto al 2014.

Al sud il dato è davvero sconfortante: si sono spesi nel 2018 4.90€, rispetto ai 5.28 del 2017 e agli 8.27 di cinque anni prima. Ancora peggio in Sicilia e Sardegna, dove nello scorso anno la spesa mensile per famiglia è stata di soli 1.70€, contro i 2.96€ dei precedenti dodici mesi e i 4.17€ del 2014.

Quelli pubblicati dall’Istat sono dati molto preoccupanti per l’intero settore, e su cui sono chiamati a riflettere non solo gli addetti ai lavori ma anche i rappresentanti delle istituzioni, per capire come frenare una emorragia che potrebbe avere conseguenze pesanti anche in termini di posti di lavoro persi lungo tutta la filiera produttiva.

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