Match-fixing: 80 alert nel 2017, ma Italia al top per la prevenzione

Secondo alcune stime Ocse, ogni anno circa 2.000 miliardi di dollari vengono puntati in tutto il mondo sulle manifestazioni sportive. Il match-fixing è il fenomeno che rischia, più di tutti, di rovinare le scommesse e lo spirito che dovrebbe, invece, animare lo sport.

Una mano che stringe delle banconote da 50 euro e una pallina da tennis

Matchfixing in Italia: tennis e calcio gli sport più colpiti.

A tal proposito si scriverà ancora tanto, poiché si è ben lontani dalla risoluzione di uno spinoso problema: tra il 2006 e il 2016 sono state denunciate più di 9000 persone, con 900 arresti ed oltre 36 milioni di euro sequestrati. Nei primi 8 mesi di questo 2017 sono stati segnalati 80 casi di alert. Calcio e tennis gli sport dove il match-fixing trova campo fertile in Italia, mentre sul suolo internazionale l’Interpol dichiara il badminton lo sport più a rischio. A seguire cricket, ciclismo, calcio e ippica.

Dietro la mano della criminalità organizzata vengono architettate gran parte delle combine rilevate, ma come vengono individuate le combine? Secondo i dati Ocse, il 31% degli episodi vengono individuati grazie ad autodenuncia, il 5% deriva dei media, mentre il 2% arriva da informatori anonimi.

La conferma è arrivata durante l’incontro internazionale di presentazione dell’AMFF (Anti Match-Fixing Formula), il progetto coordinato dall’Ufficio per lo Sport e cofinanziato dalla DG Home della Commissione europea (Direzione Generale affari interni) sui sistemi di segnalazione protetta e le politiche di contrasto al match-fixing e all’infiltrazione del crimine organizzato nel settore dello sport, in corso presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio. La AMFF ha il compito di prevenire e combattere il match-fixing, fenomeno che la maggior parte delle volte è appoggiato da ed orchestrato dalla criminalità organizzata.

Si può confermare che l’Italia è al momento il paese più avanzato nelle politiche di prevenzione per combattere questo “cancro” con un progetto che propone la realizzazione di strumenti operativi per il coordinamento pubblico privato supportato da un sistema di segnalazione protetta anonima. Un progetto che potrebbe diventare motivo di studio da parte degli altri Paesi UE, una sorta di modello di base da cui iniziare.

L’Italia, ciò nonostante, non è esente dal fardello del match-fixing: in Campania e nel Lazio sono registrate il maggior numero di violazioni, con un volume di gioco delle scommesse sportive che nel solo 2016 ha raggiunto i 350 milioni di euro. Il calcio rappresenta circa l’80% del totale. Seguono il tennis (circa il 10%) ed il basket. Sempre nel 2016, il mercato delle scommesse è stato stimato a circa 87 miliardi di euro, confermando il tasso di crescita annuo del 3%. Al momento si stima che solo il 60% del mercato del betting si trovi sotto il monitoraggio dell’Agenzia Dogane e Monopoli.

Sono stati 27 gli alert rilevati dai sistemi di monitoraggio esistenti nel primo quadrimestre del 2017:

12 tennis, 4 calcio, 4 pallavolo, 2 basket, 2 snooker, 1 pallamano, 1 hockey e 1 boxe.

Nel secondo quadrimestre i numeri sono nettamente cresciuti:

31 tennis, 15 calcio, 5 basket, 1 pallavolo, 1 pallamano.

Uno dei prossimi passi dovrà necessariamente prevedere il monitoraggio dei flussi internazionali di scommesse, con il volume di gioco illegale che dovrebbe essere affrontato con una cooperazione internazionale crescente tra le autorità dei vari Paesi. Come sostiene Stefano Zapponini, Presidente di Sistema Gioco Italia:

La Federazione auspica una prossima celere ratifica da parte dello Stato italiano della Convenzione di Magglingen/Macolin del Consiglio d’Europa affinché questa possa entrare in vigore e conferma il proprio ruolo proattivo nel favorire una maggiore collaborazione e uno scambio di informazione tra autorità pubbliche, organizzazioni sportive e operatori di gioco legali in merito al tema delle frodi sportive.Stefano Zapponini, Presidente di Sistema Gioco Italia

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