GambleAware lancia una campagna contro le scommesse impulsive

Forse vi sarà capitato di piazzare una scommessa impulsiva: giocate fatte sull’onda dell’entusiasmo, magari mentre si guarda una partita al pub con gli amici. Si tratta di un fenomeno però potenzialmente pericoloso, tanto che GambleAware ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sul tema in Inghilterra.

La campagna di GambleAware contro il “bet regret”

Un laptop collegato alla pagina live di un bookmaker online

GambleAware lancia una campagna che promuove le “pause di riflessione” prima di puntare.

In Inghilterra, dove il problema del gioco compulsivo e delle ludopatie è decisamente più acclarato che in Italia, uno dei disagi più comuni tra i giocatori soggetti a rischio di gioco problematico è il cosiddetto “rimorso per le scommesse”, in inglese “bet regret”.

Si tratta di quella sensazione di rabbia e frustrazione che si può rischiare di provare, in particolare dopo aver piazzato una scommessa impulsiva, una giocata fatta senza pensarci troppo, magari mentre si è al pub con gli amici e sullo schermo passano le immagini di una partita.

Naturalmente, non c’è nulla di male in sé in questo gesto: anzi, l’adrenalina che solo le scommesse live sono in grado di offrire si basa anche molto proprio su questa possibilità di immediatezza della giocata, che mette alla prova il nostro fiuto, la nostra competenza e il nostro sangue freddo.

Solo che, soprattutto in soggetti a rischio, le scommesse impulsive possono rivelarsi potenzialmente pericolose, e portare a spiacevoli conseguenze, come una spesa superiore al budget a nostra disposizione o una perdita molto pesante in caso di giocata non vincente.

Per questo, GambleAware, uno degli enti più importanti in Inghilterra e in Europa per la prevenzione del gioco compulsivo e delle ludopatie, sta da tempo conducendo un programma di contrasto al “bet regret”, che è giunto, qualche giorno fa, in occasione del match di Premier League tra Fulham e Arsenal, alla presentazione di “Tap-out for time out”, una serie di slogan televisivi, radiofonici e online focalizzata sulla prevenzione del betting impulsivo.

Le caratteristiche dello spot

Il messaggio di GambleAware è rivolto a una audience potenziale di 2.4 scommettitori, in larghissima maggioranza di sesso maschile e compresi tra i 18 e i 34 anni. Si basa su due spot, destinati a tutti i media e a internet.

Lo spot utilizza un efficace richiamo al wrestling, sport molto popolare all’inizio degli anni ’00 e quindi centratissimo per il target di riferimento di GambleAware: in questa disciplina, fare “tap-out”, ovvero sbattere la mano sul pavimento del ring, era il sistema per chiamare il time-out e quindi sospendere l’incontro, nel caso uno dei due atleti stesse soccombendo.

Analogamente, GambleAware invita a “chiamare un time-out” prima di piazzare una scommessa impulsiva, chiamando così gli scommettitori a una pausa di riflessione prima di pigiare il pulsante “Piazza la scommessa” sul proprio smartphone o computer.

In questo modo, il betting impulsivo e il rimorso per le scommesse, con il contorno di disagio psicologico, verrà ridotto, generando una sorta di freno/attrito al piazzamento della giocata.

Cosa dicono gli psicologi

La campagna di GambleAware si basa sulla valutazione di una serie di ricerche condotte da team di psicologi, che mostrano che prendersi una breve pausa, mentre si sta scommettendo, migliora notevolmente la capacità decisionale, riduce il rischio di perdita e limita naturalmente le spese sostenute.

Sono stati poi condotti test su scommettitori volontari, che hanno mostrato che chiudere del tutto la propria app scommesse durante la pausa di riflessione è il comportamento migliore, perché incoraggia a prendere meno rischi e a pensarci due volte prima di chiudere la giocata.

Il 93% dei partecipanti allo studio ha dichiarato di voler continuare l’adozione dei “time-out scommesse” anche dopo la conclusione del test.

La campagna di GambleAware va di pari passo con la incentivazione del Servizio Nazionale di Prevenzione delle ludopatie. La prima fase della campagna “anti-bet regret” si basava sulla riduzione delle giocate impulsive tramite autovalutazione e autoriflessione. Il successo del messaggio è stato forte, anche grazie alla ampia campagna social, cui ha partecipato l’ex portiere della nazionale inglese, David James.

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