Sisal apre sede a Ceuta e punta al lancio sul mercato spagnolo

Espansione spagnola in programma per Sisal: il bookmaker romano sta pianificando la prossima apertura di una sede e di un ufficio nell’enclave di Ceuta, da cui partire alla conquista del mercato iberico.

Sisal pronta ad aprire una sede a Ceuta

La bandiera spagnola, il logo di Sisal, il logo di Ceuta e palle di diversi sport

Sisal pronta a sbarcare in Spagna.

Sisal, lo storico bookmaker italiano del settore scommesse, sta pianificando il prossimo passo della sua internazionalizzazione. Il bookmaker, padre della mitica schedina del Totocalcio e attivo nel nostro Paese già a partire dal 1946, ha infatti in programma di aprire una sede spagnola nel 2020 per lanciarsi alla conquista del mercato iberico.

Luogo designato della prossima apertura della filiale spagnola è Ceuta, una delle due enclave della corona dei Borbone, insieme a Melilla, situata sulla costa nordafricana. Sisal, che già gestisce in Marocco le lotterie nazionali a partire dal gennaio del 2019, ospiterà nella nuova struttura un ufficio da 10-15 persone che si occuperanno di gestire l’espansione sotto il profilo del marketing, gestione dei contenuti e attività di conformità.

Ceuta, l’enclave che piace ai bookmaker

La scelta di questa località per l’apertura di una nuova a base commerciale è stata resa nota dal responsabile per la business unit online dell’operatore italiano, Marco Tiso. Quello di Sisal non è il primo caso di un bookmaker che apre una sede distaccata spagnola a Ceuta. Il bookmaker romano ha infatti seguito l’esempio di 888sport e Betfred, due colossi internazionali del betting, che hanno già optato in passato per questa soluzione.

Ma perché la scelta è ricaduta proprio su questa località? Ceuta, in quanto enclave nel continente africano, è considerata porto franco e gode infatti di un regime fiscale agevolato, con un’aliquota che è circa la metà di quella della Spagna europea, e si avvantaggia anche di riduzioni dell’IVA, dell’imposta sul reddito e dell’imposta sul patrimonio. Per godere delle suddette agevolazioni fiscali, però, le aziende che aprono una sede nella cittadina devono assumere almeno il 50% di personale locale e utilizzare fornitori di tecnologia del luogo.

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