Ciclismo: scandalo doping, Chris Froome positivo alla Vuelta

Un altro scandalo doping sconvolge il mondo del ciclismo, spesso attraversato da casi di positività dei grandi campioni che ne scatenano l’interesse in tutto il mondo. L’ultimo in ordine di tempo è nientemeno che Chris Froome, risultato positivo ad un controllo antidoping effettuato il 7 settembre scorso durante la Vuelta.

La sostanza incriminata

Il ciclista britannico, vincitore di 4 edizioni del Tour de France (2013, 2015, 2016, 2017) e della Vuelta 2017, è finito nell’occhio del ciclone a causa di una presenza massiccia di salbutamolo nelle urine. Questa sostanza è usata per curare l’asma e agisce da broncodilatatore. Il farmaco in questione non è una sostanza bandita, in quanto può essere assunta senza autorizzazione, ma il suo uso è comunque limitato.

Primo piano di Chris Froome

Chris Froome positivo all’antidoping. ©velonews.com

La Wada tollera l’uso di tale sostanza, in quanto molti atleti soffrono di asma, ma ha stabilito alcune soglie da rispettare. È infatti consentita l’inalazione di 1600 microgrammi per millilitro nelle 24 ore ed un massimo di 800 in 12 ore. Esiste anche un limite nella concentrazione di salbutamolo nelle urine, oltre il quale scatta la positività: tale soglia è fissata alla quantità di 1000 nanogrammi per millilitro. Nel campione di urine prelevato a Chris Froome dopo la 18a tappa della Vuelta è stato trovato un quantitativo di salbutamolo pari a 2000 nanogrammi/millilitro, ovvero il doppio di quello consentito.

La difesa di Froome e del team

Alla comunicazione della positività all’antidoping il Team Sky di cui fa parte Froome ha subito contrattaccato: “Il limite della Wada è solo un indicatore, la sostanza in questione (salbutamolo) viene secreta dall’organismo in modo imprevedibile. Non è un caso che la federazione internazionale non abbia sospeso l’atleta e chiede ulteriori controlli prima di prendere provvedimenti”. Sulla difensiva lo stesso ciclista che afferma:

“È un fatto risaputo che soffro di asma, ho preso il farmaco conoscendo le regole e di comune accordo con il medico del team che mi ha proposto un dosaggio progressivo durante la corsa”Chris Froome, Capitano del Team Sky

Cosa succederà ora: per Froome test nel laboratorio Wada e probabile squalifica

Il campione britannico ora si dovrà sottoporre a dei test di controllo in un laboratorio della Wada. Qui Froome dovrà pedalare sui rulli in condizioni simili a quelle che troverebbe in gara, assumendo una quantità progressiva di salbutamolo e producendo diversi campioni di urina.

Lo scopo del test è capire se ad una quantità lecita della sostanza (fino al massimo consentito dalla Wada) corrisponda una produzione normale di metaboliti oppure, come succede in alcuni casi, una ipersecrezione che corrisponda ad un metabolismo speciale. Nel primo caso Froome sarebbe colpevole di aver abusato del farmaco, in quanto il test dimostrerebbe come la concentrazione di salbutamolo anomala nelle urine sia dipesa da un uso massiccio della sostanza e non da un metabolismo speciale (e quindi non imputabile ad un abuso da parte del corridore).

In caso di abuso dimostrato del farmaco il ciclista britannico andrà incontro ad una lunga squalifica, con conseguente perdita della Vuelta da lui vinta solo pochi mesi fa. Probabile che in tal caso dovrà rinunciare anche alla partecipazione ai grandi giri del 2018.

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